Saturday, March 7, 2009

Una serra in biciletta.

Leggendo il titolo penserete sicuramente ad un errore. Una "r" ballerina scappata nella fretta. E invece no! Qualche giorno fa sono stato in un enorme mercato di fiori e piante dove ho comprato un bell'alberello in un enorme vaso marrone. Dopo una lunga tattativa per il prezzo ci siamo accordati anche sulla consegna: a domicilio naturalmente. D'altro canto, in macchina non c'era alcuna possibilità di farcelo entrare l'alberello e tantomeno di portarlo a mano visto che peserà poco meno di un quintale. Sicuramente avranno un camioncino ed un sistema per alzarlo e trasportarlo mi sono detto.
In effetti il sistema di trasportarlo c'era ed è anche ecologico a pensarci bene: una bella biciletta! Ebbene sì. Sarà l'eredità della Cina di qualche anno fa dove milioni di bicilette affollavano le vie delle città, sarà che con il commercio delle piante al dettaglio non ci si arricchisce piu' di tanto, in ogni caso il mio amico fioraio ha sfidato le leggi della fisica. Sicuramente avrà dei muscoli alle gambe nemmeno Girardengo!
In biciletta ci portano veramente di tutto: bidoni giganti dell'acqua, tanto polistirolo da imballare la Città proibità, tubi dalmine lunghe tre metri. A volte il ciclista appare come un puntino sovrastato da una montagna di polistirolo bianco! Il polistirolo non pesa molto direte voi ma anche a portarne in quantità industriali non deve essere così semplice!

Monday, January 19, 2009

decreto 81 e 626...

Stavo proprio leggendo un articolo su decreto 81 e legge 626 (noiosissimi testi normativi sulla sicurezza sui posti di lavoro) quando mi sono accorto che qualcosa penzolava dalla finestra di casa mia, al diciannovesimo piano. Un corda! Che mai sarà? Semplice: stavano lavando i vetri e dei simpatici cinesini si erano calati dall’alto seduti su una specie di altalena. Il metodo è lo stesso anche per il nuovo grattacielo piu’ alto di 500 metr1 (ci sono le foto!). Pare che ogni tanto qualcuno cada, ma non vi preoccupate. Transennano ben bene i marciapiedi corrispondenti per evitare che qualcuno possa rimanere schiacciato!
Non sarà poi tanto piu’ pericoloso del lavoro del muratore che l’altro giorno riparava, vicino all’Okura Garden, il tetto spiovente di una casa (a due piani, ad onore del vero), semplicemente camminando sulle tegole e reggendosi con la mano non impegnata a maneggiare i ferri del mestiere.
Gli è andata pure bene, direte voi, dopo aver visto altri muratori che, invece, il tetto lo riparavano stando appoggiati non su una scala ma sui i fili della corrente! Dovrebbero essere robusti, ben isolati e forse, se non si appoggia il piede per terra – tra l’altro non dovrebbe essere possibile da quella altezza –, probabilmente non succede nulla. Speriamo si trattasse semplicemente di un’illusone ottica. Ma non ci sarebbe da stupirsi se non lo fosse!
Tra l’altro, se volete divertirvi e vedere un vero call center, l’altro giorno sono stato a ritirare un biglietto aereo proprio vicino casa mia! A dire la verità, sono stati gentilissimi ed efficientissimi. Era l’ambiente un po’ sui generis. In uno stretto corridoio, nell’androne di un palazzo, vi erano tre simpatici ragazzi che, mentre mangiavano un non meglio identificabile panino, rispondevano, armati di telefono e computer, agli avventori di turno! Dietro, poi, si vedevano una cinquantina di persone, ammassate su altrettante scrivanie che, in un’enorme stanza senza finestre, soddisfacevano i clienti via telefono. Credo la società sia filippina: insomma, metodi di lavoro filippino applicati ad impiegati cinesi. Immaginate un po’ voi...

Friday, January 2, 2009

Li e Zhang

Li uscì di casa come tutte le mattine. Abitava nella concessione francese e la sua casa si trovava in un bel viale alberato. Era un po' malmessa ma aveva il fascino del tempo che non c'era piu', quando a Shanghai c'erano solo edifici bassi, a due o tre piani... E poi dalla sua finestra, Li poteva uscire sui tetti e spesso ci andava per pensare con un libro in mano ed una tazza di thè.
Iniziò a camminare lentamente, passo dopo passo. Quella mattina si sentiva fortunata ed era contenta perché il sole splendeva. E poi, a lei piaceva quella sensazione di freddo che entrava da sotto la sua lunga e larga gonna a fiori. Si ricordava di quando viveva ad Upsala, in Svezia: lì sì che faceva freddo.Camminava lentamente, passo dopo passo. Ormai conosceva quella strada a memoria. E, come tutte le mattine, il vecchio Yu la salutò con un sorriso. Le ricordava suo nonno, quando da piccola andava a trovarlo a Nanchino.
Era quasi arrivata. Lo sapeva perché aveva superato la sua libreria preferita. Ogni volta che aveva cinque minuti liberi, faceva una corsa per rifugiarsi fra i "suoi" libri. Se non fosse stata un giovane medico all'ospedale Huashan, Li avrebbe voluto lavorare in una libreria o in una biblioteca.
Li stava per voltarsi quando una forza travolgente la investì e la fece barcollare. Si ritrovò per terra, schiacciata da un peso che quasi non la faceva respirare. Li aprì gli occhi e vide il volto di un ragazzo."Ma ti sembra questo il modo di camminare?" Disse Zhang con un'aria irritata. "Mi farai arrivare tardi a lavoro: le borse mica aspettano te per aprire! Non lo sai che all'indietro camminano solo i gamberi?"
Ebbene sì; a Shanghai uscite di casa e trovate le persone che camminano all'indietro. Sono persone anziane ma anche giovani. Camminano in coppia o da soli. Ma sempre molto lentamente. L'altro giorno, ho chiesto ad un amico cinese quale fosse il motivo di questo strano modo di camminare. Sembra che sia un metodo per far riposare la colonna vertebrale. Quando, infatti, noi camminiamo normalmente, il peso si distribuisce sempre allo stesso modo. Così, facendo delle lunghe passeggiate camminando all'indietro, il peso si riequilbra e la colonna vertebrale ne trae un beneficio. Questo mio amico mi ha anche detto che lui, una volta, ha provato a camminare all'indietro per venti minuti tutti i giorni, quasi per due settimane, ma non sa se gli ha fatto bene. Certo non gli ha fatto male.
Chissà se funziona a stare meglio con lo schiena. A volte però serve: una fredda mattina d'inverno, con il sole che splendeva ed il vento che le pizzicava le gambe, sotto la sua lunga e larga gonna a fiori, Li incontrò Zhang e....

Sunday, December 7, 2008

parcheggi a Piedigrotta!

Oggi sembrava di stare a Piedigrotta.. Tornando a casa ho sentito il tipico rumore di botti e tric e trac.
Avvicinandomi, mi accorgo che è prorprio dal cancello di casa mia che provengono i rumori e scorgo una bella BMW tutta agghindata con ghirlande di fiori.
Insomma, per farla breve, uno sposo cinese sta venendo a prendere la sua bella. Il tipo esce di macchina vestito interamente di bianco. Un bel vestito bianco cosparso di paillettes luccicanti. Un po’ indiscreto, forse, ma sicuramente molto molto romantico, anche perché ha un bellissimo mazzo di fiori in mano. Si piazza nell’atrio attorniato da fotografi ed amici ed aspetta impaziente...
Non so se lei sia scesa in quanto sono salito a casa. Io ci avrei pensato su un paio di volte, considerando l’abito dello sposo. Ma, forse, non lo aveva ancora visto, se le trandizione hanno ancora un significato...

Una cosa di cui non vi ho mai parlato sono i parcheggi. Vi ho già detto che a Shanghai guidano senza troppo preoccuparsi delle macchine che hanno intorno, dei pedoni e delle biciclette. In altre parole, può benissimo capitare che un tassista inchiodi perché ha visto un cliente o che l’auto che vi precede faccia inversione ad U senza alcun preavviso perché il conducente ha deciso di tornare a casa a prendere l’ombrello.
Comunque, guidare non è impossibile: basta farlo in modo sportivo, senza preoccuparsi troppo.
Ad ogni modo, sono i parcheggi che non ci sono. Non riesco ancora a capire cosa se ne facciano dell’auto quando sono arrivati a destinazione. A volte si può parcheggiare nei sotterranei dei grandi alberghi o dei centri commerciali ma, quello di cui vi è certezza, è che, nella maggiorparte delle strade, la macchina non si può lasciare, salvo che non si voglia rischiare di prendere una bella multa. L’altro giorno ne parlavo proprio con un signore italiano che voleva chiedere al nostro governo di dichiarare guerra alla Cina perché lui prende sempe la multa quando va a lavorare, soprattutto in considerazione del fatto che “questi cinesi sono dei baluba che non sanno come comportarsi”. Il tipo non ha capito che fra un paio d’anni questi baluba si comprano l’Italia ed al posto del Colosseo ci fanno un bel parcheggio ma insomma...

Wednesday, November 26, 2008

la patente

... Ebbene, voglio anch'io la mia patente, signor giudice! La patente di jettatore. Col bollo. Con tanto di bollo legale! Jettatore patentato dal regio tribunale ...

Anche io volevo la mia patente! Ma non quella da jettatore di pirandelliana memoria, bensì una normale patente automobilistica. Normale si fa per dire: cinese, in realtà! Così, qualche giorno fa, mi sono recato alla Motorizzazione di Shanghai per far convertire la mia patente da italiana a cinese!.

Arrivati all’Ufficio della Motorizzazione (in quattro: tre italiani ed una guida cinese!), siamo entrati in una grande sala dove ci siamo subito messi in fila alle casse: 40 Rmb per le foto. Qualcosa, però, deve essere andato storto visto che la fotagrafa, dopo aver confrontato il nostro documento con quanto appariva sullo schermo del suo computer, ci ha rimandati indietro e siamo riusciti ad avere una bella foto solo dopo che la nostra guida si è rifatta un’altra volta la fila. Pare che, inizialmente, il cassiere avesse sbagliato ad inserire qualche dato! Dico pare, perché nemmeno il professore universitario di cinese che era con noi ha capito un’acca di quello che ci ha detto la fotografa, visto che la signora parlava un perfetto shanghainese, ma mandarino abbastanza pochino!

La saletta per fare le foto è una piccola stanza con una parete bianca. Appena entrati, sulla sinistra, ci sono un bello specchio (con pettine e spruzzatore dell’acqua per aggiustarsi la chioma!) ed un paio di camicie azzurre (come quelle da tranviere, per intendersi!). Così, considerato che io avevo una camicia bianca e, forse, con lo sfondo dello stesso colore non rendeva bene, ho dovuto indossare una delle camicie azzurre. A dir la verità, mi stava piuttosto benino se non fosse che sembravo Hulk quado è parecchio arrabbiato, visto che la taglia era piuttosto da tranviere cinese...

Avute le fote (una ventina, quando poi ne abbiamo usate 3) siamo saliti in un altro ufficio dove un polizziotto ci ha fatto riempire un modulo e ci ha rispediti in sala di attesa. Qui abbiamo passato un brutto quarto d’ora, interrogandoci su quali prove avremmo dovuto superare visto che accanto a noi c’erano diverse persone con un libircino in mano: quello della scuola guida con cartelli e precedenze e, considerato come guidano i cinesi, non è proprio scontato che le regole siano le stesse che dalle nostre parti.

Fortunatamente, ad un ceto punto, si è presentata la nostra guida con tre patenti nuove di zecca! Non so come abbia fatto. Io gli avevo dato 15 RMB (piu' o meno due euro) e non credo che con questa cifra abbia corrotto nessuno! Adesso non rimane che immatricolare l’auto: una bella 147 rossa, nuova di zecca, appena portata dall’Italia. Peccato che dal 1 luglio possano essere immatricolate solo le auto sono incluse in una determinata lista in cui delle Alfa non c’è nemmeno l’ombra. Ma con un po' di pazienza...

Friday, November 21, 2008

... a tavola ...

Come si dice? Meglio regalargli un cappotto che invitarlo a cena?
Questo detto lo deve aver inventato un viaggiatore europeo in visita nell'Impero di Mezzo qualche secolo fa...
Se, infatti, pensavate di invitare un po' di amici cinesi a cena, scordatevi una bella spaghettata davanti il televisore.
Già sul numero delle portate non potete fare i furbi! Sulle vere regole del galateo cinese c'è un po' di discussione: per alcuni bisognerebbe servire 8 piatti freddi e 10 caldi (18 portate 18!!!!), per altri il numero delle portate deve essere di un'unità superiore a quello dei commensali. In poche parole, se a tavola siete 10, servono 11 portate. Se siete 12, 13 porate e così via... Se siete 20, vi consiglio di andare in cucina, altrimenti non ce la farete mai!
In quest'ultimo caso l'alternativa è allestire tanti tavoli in modo da raggruppare gli ospiti in gruppi più ristretti, così da poter ridurre le portate! Ma, a questo punto, a meno che non abbiate uno zio ristoratore (che in Cina non è poi così difficile), avrete il problema di dove prendere i tavoli! Fate un po' voi...
Per quanto riguarda le pietanze, poi, la cucina cinese è veramente molto molto varia e potete trovare di tutto: dipende dal vostro cuoco e, soprattutto, di dove è originario.
Quelli, infatti, a cui siamo abituati noi in Italia sono solo pochissimi piatti di una cucina che è caratterizzata dalle sue numerevolissime varietà regionali, tanto che si parla di almeno 10 grandi Scuole, che differiscono fra loro per piatti tipici e modi di cucinare. Così avrete le scuole di: Hunan, Fujian, Anhui, Zhejiang, Shandong, Sichuan, Jiansu, Guandong, Shanghai e Pechino. Vi lascio indovinare di dove siano l'Anatra alla Pechinese o il riso alla Cantonese.
In realtà, anche parlando di scuole, si ragiona per approssimazione perché poi esistono tanti piatti tipici in ogni città. Certo, ci sono delle caratteristiche che in qualche modo accomunano le pietanze di uguale provenienza: abbastanza leggera è la cucina del Guandong, un po' più abbondante di grassi quella del Nord, particolarmente speziati e piccanti sono i piatti di Sichuan e Hunan.
A questo proposito, fate attenzione se prendete l'aero per Chengdu. Un amico mi ha raccontato che sulla rotta Shanghai-Chengdu (capitale del Sichuan), l'hostess, dopo aver distribuito i normali vassoi con le pietanze, passa con una bella cesta di peperoncino per la contentezza degli autoctoni. Insomma, l'aereo potrebbe andare a fuoco....
Ma adesso vi devo lasciare. L'acqua in pentola bolle: oggi spaghetti con le vongole!!!!

Sunday, November 2, 2008

Urumqi Lu... baozi, jiaozi, mele-pera e pompelmi giganti

Stamattina, ho fatto un giretto per Urumqi Lu (è la trascrizione in pinyin del nome di una città che si trova nella zona nord-occidentale della Cina e pare essere la piu' lontana città da qualsiasi mare del mondo!)
Innanzitutto, rimanete sempre colpiti dal fatto che, mentre ci sono grattacieli super moderni di 40 piani, vedete delle impalcature (quelle che da noi chiamamo Dalmine, per intendersi) in bambu. E’ vero che sono bambu giganti e che li usano per i palazzi di pochi piani ma sempre bambu sono!!!!
Ad ogni modo, l’atmosfera di Urumqi Lu è veramente affascinante. Ci sono un sacco di negozi interessanti.
Innanzitutto, i negozi di frutta e verdure, dove qualche tempo fa ho comprato una bella busta di fave (non ho saputo resistere, pensando al pecorino che ero riuscito a far passre alla dogana!) ed un tipo di frutta che assomiglia ad un caki ma che è sul viola. C’è anche una specie di ananas tutto appuntito oltre ai lichis e a delle nespole (?) giganti. E poi in questo periodo trovate dei pompelmi dalle dimensioni simili ad un meloncino e delle meline piccole piccole!
Ma non è tutto oro quello che luccica: l'altro giorno vado a prendere una mela in frigo e al primo morso il sapore non è quello che vi aspettereste. Si trattava infatti di una mela-pera!!! Una mela con il sapore di pera!
Poi ci sono le pescherie. Qui mi sono avvicinato ed ho sentito uno strano cra-cra. Così ho scorto delle belle vaschette piena di ranocchie, ovviamente vive e vegete. E più in basso un vascone con dei rosponi giganti. Se state cercando il vostro principe Azzurro, non avete che l’imbarazzo della scelta!
Ci sono anche negozi di frutta secca: pistacchi, noccioline, e tanti altri tipi che non ho mai visto. E una specie di pasticceria con una signora che fa delle crépes che sembrano buone: unico inconveniente è che dentro ci mette una specie di “Nutella” che ha l’aria di essere super dolce.
E se avete fame e volete fare uno spuntino pomeridiano: jiaozi e baozi ripieni di carne e verdure. Squisiti e sostanziosi!
Beh, ora non posso descrivervi tutti i negozi che ci sono, anche perché alcune cose sono vermaente da vedere e non saprei trovare le parole. Chi dovesse passare da queste parti...