"La signora Lii Bo è uscita come tutte le mattine per andare a lavoro. Uscita di casa ha preso la metro direzione Pudong e, giunta a destinazione, si è diretta verso l'uscita ed ha inserito la propria scheda magnetica nella fessura del tornello. L'utente davanti a lei, però, non aveva fatto lo stesso e così il tornello non si era precedentemente sbloccato. La signora Lii Bo ha cercato di spiegare il meccanismo all'utente che la precedeva ma questi è tornato indietro facendo sì che il tornello, sbloccato dalla signora Lii Bo, facesse un giro a vuoto, non permettendole più di uscire.
L'utente incriminato si è dileguato, fra le grida dei passanti, attraverso un altro tornello! Pare fosse un giovane occidentale, da quanto ha raccontato ai microfoni delle tv la signora Lii Bo, che è stata costretta a vagare per la metro di Shanghai per ore e ore sino all'intervento della polizia!
Sono immediatamente state avviate le ricerche del giovane occidentale ma il portavoce del distretto di Shanghai ha dichiarato che le speranze di trovare il giovane sono relativamente ridotte. Sembra, allo stato attuale delle richerche, che sia un diplomatico di un Paese dell'UE ed il governo di Pechino non vorrebbe aprire un contezioso con l’UE alla vigilia dell’innaugurazione dei Giochi Olimpici.
Non mancheremo di aggiornarvi sugli sviluppi di questa raccapricciante vicenda. Questo è tutto dal vostro inviato J.M., BBC News Shanghai. "
Salite di corsa le scale della metro, abbastanza fiducioso che fra 18 milioni di cinesi nessuno mi avrebbe rintracciato, tanto meno la signora Lii Bo, mi sono ritrovato a Pudong! Pudong è la nuova zona al di là del fiume che divide in due Shanghai. Se alzate lo sguardo non trovate la fine dei grattacieli! In particolare, hanno appena finito di costruire un nuovo grattacielo che dicono sia il piu' alto del mondo o, comunque, fra i piu' alti.
Ed è qui che mi sono reso conto che i Malesiani sono peggio dei Piri. Voi tutti sapete chi sono i Piri, no? C'è anche la canzone, quella che fa: Piro Pi Piro, un giorno dalla Breda se ne andò... Per farla breve, pensavo che i Piri fossero i piu' peggio della Toscana e della terra intera e, invece, sentite di cosa sono capaci i Malesiani!!! Saputo che qui a Shanghai avevano progettato il grattacielo piu' alto del mondo non hanno detto niente ma, quando la costruzione era arrivata già a buon punto, i Malesiani hanno fatto il bell'annuncio: iniziamo a costruire un grattacielo piu' alto!! Ma vi sembra onesto? Meno male che qui a Shanghai si sono fermati e hanno riprogettato tutto in modo da poter aggiungere un bel po' di piani: il grattacielo piu' alto del mondo sarà qui!!!! Almeno fino a quando i Malesiani, sicuramente istigati dai Piri, non inizieranno a costruirne uno nuovo ancora piu' alto.
Ma tanto qui c'è posto. Ieri pomeriggio ci siamo persi in un enorme cantiere di Pudong, esteso quanto tutto il quartiere Flaminio e pieno di gru!!! Ai voglia a grattacieli!
A Pudong, potete fare un bella passeggiata lungo il fiume PU, fra giardini, bar, risotranti: ci sono anche un paio di distributori di Mac Donald (o Mac Donald in miniatura, se preferite). Dall'altra parte del fiume, si puo' ammirare il Bund, con le sue costruzioni anni '20 e '30 (un po' stile Chicago di Al Capone): la Old China Bank, il vecchio Consolato Britannico. Bello, anzi bellissimo!
Prima di riprendere la metro, una puntantina al Sex Musuem. In realtà un paio di stanze con quattro statuine! Però, c'è una riproduzione di due tartarughe che fanno sesso: ve le eravate mai immaginate??? Solo queste valgono la pena del biglietto!
P.S. Chiedo perdono e saluto con particolare affetto Piri e Malesiani, che mi stanno molto molto simpatici. I primi per conoscenza diretta, i secondi: perché no?
Wednesday, July 30, 2008
Wednesday, July 23, 2008
Taikang Lu
Nel pomeriggio direzione Taikang Lu (Lu in cinese vuol dire Road).
Fra Taikang Lu e Jiangouzhong Lu si dipanano una miriade di vicoletti in cui è facile perdersi fra bar all'ultima moda, gallerie d'arte dove si possono trovare quadri degli artisti cinesi più quotati, studi fotografici. In un negozio c'è la riproduzione di un guerriero cinese molto molto simpatico. Corpo gigantesco e faccina in miniatura (anche se abbastanza cattiva, a dir la verità). Chissà se ci starebbe bene in salotto?
Certo, se volete comprare un quadro, non lasciate il libretto degli assegni a casa: si parte da 30.000 RMB (circa 3.000 euro). Ma come si dice? L'arte non ha prezzo!!!
Le castagne si però!!!! Con 20 RMB vi danno un bel sacchetto di caldarroste. La buccia è un po' appiccicosa ma il sapore è proprio come quelle che trovate per le strade di Roma e di tutta Italia in autunno! 10 e lode!
Adesso scappo altrimenti faccio tardi a cena....
Fra Taikang Lu e Jiangouzhong Lu si dipanano una miriade di vicoletti in cui è facile perdersi fra bar all'ultima moda, gallerie d'arte dove si possono trovare quadri degli artisti cinesi più quotati, studi fotografici. In un negozio c'è la riproduzione di un guerriero cinese molto molto simpatico. Corpo gigantesco e faccina in miniatura (anche se abbastanza cattiva, a dir la verità). Chissà se ci starebbe bene in salotto?
Certo, se volete comprare un quadro, non lasciate il libretto degli assegni a casa: si parte da 30.000 RMB (circa 3.000 euro). Ma come si dice? L'arte non ha prezzo!!!
Le castagne si però!!!! Con 20 RMB vi danno un bel sacchetto di caldarroste. La buccia è un po' appiccicosa ma il sapore è proprio come quelle che trovate per le strade di Roma e di tutta Italia in autunno! 10 e lode!
Adesso scappo altrimenti faccio tardi a cena....
Sunday, July 20, 2008
Pino Daniele
Ora vi spiego perché la Cina sta invadendo il mondo.
Stamani siamo andati in un immenso negozio di mobili. Un palazzo di cinque piani, dove si concentrano decine e decine di espositori (cinesi e stranieri, fra i quali Poltrona Frau e Natuzzi). Se qualcuno di voi è stato alla fiera del mobile a Roma, è una cosa del genere ma permanente! E ce ne sono tanti altre in giro per la città!
Ci piacciono due poltrone e chiediamo in quanto tempo possono consegnarcele, aspettandoci i canonici 60 giorni lavorativi italiani. Indovinate la risposta? 2 settimane!!! Certo la manodopera qui non è un problema ma comunque sono veramente eccezionali. Moltiplicate il tutto per milioni e milioni di ordini da ogni parte del mondo ed ecco che vi trovate un Pil che cresce a due cifre!
A pranzo mangiamo al piano terra di questo palazzone. Seafood rice e zuppa di funghi. Credo sia tutto un po' occidentalizzato: il locale ha velleità italiane con Pino Daniele di sottofondo e cameriere (praticamente sono più dei tavoli) con il grembiule tricolore! Il Cd di Pino Daniele è veramente da intenditori: uno dei primi, bellissimo! Comunque ottimo tutto, anche il caffè, che mi sta veramente sorprendendo. Per ora l'ho bevuto in diversi bar ed era sempre buono! Ecco un altro motivo per cui i cinesi vanno così forte: copiano tutto meglio dell'originale!
L'unico problema è che da bere abbiamo ordinato due succhi d'arancia praticamente congelati, con la panna sopra (una specie di grattachecca, mi ha fatto notare un’amica disincantata). Fortunatamente con la cannuccia si poteva bere prima l'aranciata; così abbiamo potuto usare la panna per dessert.
Stamani siamo andati in un immenso negozio di mobili. Un palazzo di cinque piani, dove si concentrano decine e decine di espositori (cinesi e stranieri, fra i quali Poltrona Frau e Natuzzi). Se qualcuno di voi è stato alla fiera del mobile a Roma, è una cosa del genere ma permanente! E ce ne sono tanti altre in giro per la città!
Ci piacciono due poltrone e chiediamo in quanto tempo possono consegnarcele, aspettandoci i canonici 60 giorni lavorativi italiani. Indovinate la risposta? 2 settimane!!! Certo la manodopera qui non è un problema ma comunque sono veramente eccezionali. Moltiplicate il tutto per milioni e milioni di ordini da ogni parte del mondo ed ecco che vi trovate un Pil che cresce a due cifre!
A pranzo mangiamo al piano terra di questo palazzone. Seafood rice e zuppa di funghi. Credo sia tutto un po' occidentalizzato: il locale ha velleità italiane con Pino Daniele di sottofondo e cameriere (praticamente sono più dei tavoli) con il grembiule tricolore! Il Cd di Pino Daniele è veramente da intenditori: uno dei primi, bellissimo! Comunque ottimo tutto, anche il caffè, che mi sta veramente sorprendendo. Per ora l'ho bevuto in diversi bar ed era sempre buono! Ecco un altro motivo per cui i cinesi vanno così forte: copiano tutto meglio dell'originale!
L'unico problema è che da bere abbiamo ordinato due succhi d'arancia praticamente congelati, con la panna sopra (una specie di grattachecca, mi ha fatto notare un’amica disincantata). Fortunatamente con la cannuccia si poteva bere prima l'aranciata; così abbiamo potuto usare la panna per dessert.
Thursday, July 17, 2008
Vely cheap
Credo che sarà necessario imparare un po' di cinese. Non tanto per sopravvivere (si può fare tutto senza parlare o, al limite, parlando a gesti) quanto per comunicare. Ieri per trovare la Nutella in un supermercato ci ho messo mezz'ora! Se avessi saputo il nome in cinese!
Oggi, invece, mi sono sentito orgoglioso di me stesso. Ho spiegato la strada ad un tassista: l'unico, fra quelli che ho trovato sino ad ora, che parlasse inglese. I poveretti girano con la cartina della città. Credo sia difficile anche per loro orientarsi.
Chi non è venuto a Shanghai non può immaginare cosa sia lo shopping! C’è praticamente tutto. Milioni di negozi: da Prada, Gucci, Ferragamo alla bancarella che vende il succo di canna di bambu! Sembra di camminare e di stare in un video gioco!
Ieri, poi, ho fatto un giretto nel tempio del falso: tutto vely vely cheap! Un po' inquietante a dir la verità. Si contratta tutto sino alla disperazione...
Qui tutto cambia con grande rapidità. Spesso, i posti indicati dalla guida (aggiornata a più o meno un anno fa) non ci sono più. Oggi cercavo un mercato, ho trovato una spianata piena di gru: probabilmente erigeranno l'ennesimo grattacielo, sperando che tutto non sprofondi in un inferno sotterraneo! Sono stato però assalito da decine di cinesi: watches, shues, bags, Prada, Gucci, vely cheap, good plice! Ti portano nei retrobottega dei grattacieli, l'altra medaglia della Shanghai ufficiale. Dopo aver intravisto una scala che saliva non so dove, non ho voluto proseguire. Non so dirvi cosa ci fosse ma non era il mercato dove ci si può anche divertire...
E poi, sono entrato in un paio di negozi dove confezionano vestiti fatti a mano: stoffa di Zegna, prezzo semi-europeo. Però il sarto mi ha giurato che mi trovavo nella migliore sartoria dell'Asia. D'altronde, parlava un inglese veramente buono. Credo che un giorno me ne farò fare uno: se qualcuno di voi ne capisce di stoffe...
Onestamente non ci si sente in un altro mondo: la vita è molto occidentale. In dodici anni hanno costruito 9 linee della metropolitana. Suggerirei al sindaco di Roma di fare un giretto da queste parti... E' una sensazione strana. Comunque ci si sente sicuri, anche quando sei agganciato da venditori che cercano di portarti in qualche retrobottega del falso, non ti senti in pericolo.
Bye bye...
Oggi, invece, mi sono sentito orgoglioso di me stesso. Ho spiegato la strada ad un tassista: l'unico, fra quelli che ho trovato sino ad ora, che parlasse inglese. I poveretti girano con la cartina della città. Credo sia difficile anche per loro orientarsi.
Chi non è venuto a Shanghai non può immaginare cosa sia lo shopping! C’è praticamente tutto. Milioni di negozi: da Prada, Gucci, Ferragamo alla bancarella che vende il succo di canna di bambu! Sembra di camminare e di stare in un video gioco!
Ieri, poi, ho fatto un giretto nel tempio del falso: tutto vely vely cheap! Un po' inquietante a dir la verità. Si contratta tutto sino alla disperazione...
Qui tutto cambia con grande rapidità. Spesso, i posti indicati dalla guida (aggiornata a più o meno un anno fa) non ci sono più. Oggi cercavo un mercato, ho trovato una spianata piena di gru: probabilmente erigeranno l'ennesimo grattacielo, sperando che tutto non sprofondi in un inferno sotterraneo! Sono stato però assalito da decine di cinesi: watches, shues, bags, Prada, Gucci, vely cheap, good plice! Ti portano nei retrobottega dei grattacieli, l'altra medaglia della Shanghai ufficiale. Dopo aver intravisto una scala che saliva non so dove, non ho voluto proseguire. Non so dirvi cosa ci fosse ma non era il mercato dove ci si può anche divertire...
E poi, sono entrato in un paio di negozi dove confezionano vestiti fatti a mano: stoffa di Zegna, prezzo semi-europeo. Però il sarto mi ha giurato che mi trovavo nella migliore sartoria dell'Asia. D'altronde, parlava un inglese veramente buono. Credo che un giorno me ne farò fare uno: se qualcuno di voi ne capisce di stoffe...
Onestamente non ci si sente in un altro mondo: la vita è molto occidentale. In dodici anni hanno costruito 9 linee della metropolitana. Suggerirei al sindaco di Roma di fare un giretto da queste parti... E' una sensazione strana. Comunque ci si sente sicuri, anche quando sei agganciato da venditori che cercano di portarti in qualche retrobottega del falso, non ti senti in pericolo.
Bye bye...
Sunday, July 13, 2008
Shanghai, prima volta!
Ma torniamo un po' indietro...
Carissimi,
vi scrivo da Shanghai, dove sono arrivato ieri per la prima volta.
Scusate se farò qualche errore di ortografia. Non ho velleità alla "Saramago". Semplicemente su questa tastiera non riesco a trovare accenti e punteggiatura. Ma sto imparando velocemente.
Che dire? Il viaggio è andato benone anche se ho rischiato di perdere la coincidenza ad Amsterdam. Ed invece sono riusciti anche ad imbarcarmi le valigie sul secondo volo. L'aeroporto di Shanghai e' modernissimo ed enorme. Ciò nonostante le valigie sono arrivate in 5 minuti, anzi prima che io raggiungessi il tapis-roulant.
Unico inconveniente è che all’uscita mi hanno sequestrato il parmigiano che avevo portato con me. Speriamo non si siano segnati il nome e che non mi abbiano messo sulla lista nera degli importatori di parmigiano!!!
La città e' gigantesca. Di notte Shanghai sembra la metropoli di Blade Runner. Ieri notte abbiamo attraversato quartieri con grattacieli altissimi illuminati a giorno e percorso autostrade che dividono in due la città dove corrono macchine impazzite. Gli autoctoni guidano alla napoletana (anche io lo sono...). Certo, quest'ultimo aspetto mi fa sentire un po' a casa ma attraversare la strada senza rischiare la pelle non e' cosa semplice.
Shanghai è piena di contraddizioni. Si vede che girano un sacco di soldi: l'Audi più piccola che ho visto è l'A6 e ce ne sono come da noi le 500 negli anni ’70 (o almeno immagino, visto che io non ero nato!). Poi si possono vedere case fatiscenti accanto a grattacieli luccicanti. L'inquinamento acustico mi sta impressionando: l'appartamento dove viviamo e' al 21 piano e sembra di stare in mezzo ad una tangenziale!
Stamattina ho fatto un giretto attorno casa. Il quartiere e' molto carino con numerosi localini. I prezzi nei locali di tendenza sono quelli romani se non più alti! Si possono trovare gallerie d'arte e negozi di oggettistica incantevoli. Al contrario, nei supermercati ci sono prodotti che ti chiedi se sarà il caso di comprare per quanto costano poco!
Per le strade si sentono odori improbabili. In una specie di take-away da cui proveniva un odore disgustoso ho visto alcuni clienti che tiravano su la zuppa da un pentolone inquietante! E si sprecano le anatre laccate. Insomma, in una città con 20 milioni di abitanti ce n'è veramente per tutti!
Oggi pomeriggio vado a fare un altro giretto. Giro a piedi, così cerco di ritenere un po' di strade. Tutti sono molto gentili e spesso si offrono di aiutarti. Solo che, dopo la prima frase in inglese, iniziano a parlare cinese e, vedendomi interdetto, si fanno una risata e dicono: solly, solly!!!!
Un salutone...
Carissimi,
vi scrivo da Shanghai, dove sono arrivato ieri per la prima volta.
Scusate se farò qualche errore di ortografia. Non ho velleità alla "Saramago". Semplicemente su questa tastiera non riesco a trovare accenti e punteggiatura. Ma sto imparando velocemente.
Che dire? Il viaggio è andato benone anche se ho rischiato di perdere la coincidenza ad Amsterdam. Ed invece sono riusciti anche ad imbarcarmi le valigie sul secondo volo. L'aeroporto di Shanghai e' modernissimo ed enorme. Ciò nonostante le valigie sono arrivate in 5 minuti, anzi prima che io raggiungessi il tapis-roulant.
Unico inconveniente è che all’uscita mi hanno sequestrato il parmigiano che avevo portato con me. Speriamo non si siano segnati il nome e che non mi abbiano messo sulla lista nera degli importatori di parmigiano!!!
La città e' gigantesca. Di notte Shanghai sembra la metropoli di Blade Runner. Ieri notte abbiamo attraversato quartieri con grattacieli altissimi illuminati a giorno e percorso autostrade che dividono in due la città dove corrono macchine impazzite. Gli autoctoni guidano alla napoletana (anche io lo sono...). Certo, quest'ultimo aspetto mi fa sentire un po' a casa ma attraversare la strada senza rischiare la pelle non e' cosa semplice.
Shanghai è piena di contraddizioni. Si vede che girano un sacco di soldi: l'Audi più piccola che ho visto è l'A6 e ce ne sono come da noi le 500 negli anni ’70 (o almeno immagino, visto che io non ero nato!). Poi si possono vedere case fatiscenti accanto a grattacieli luccicanti. L'inquinamento acustico mi sta impressionando: l'appartamento dove viviamo e' al 21 piano e sembra di stare in mezzo ad una tangenziale!
Stamattina ho fatto un giretto attorno casa. Il quartiere e' molto carino con numerosi localini. I prezzi nei locali di tendenza sono quelli romani se non più alti! Si possono trovare gallerie d'arte e negozi di oggettistica incantevoli. Al contrario, nei supermercati ci sono prodotti che ti chiedi se sarà il caso di comprare per quanto costano poco!
Per le strade si sentono odori improbabili. In una specie di take-away da cui proveniva un odore disgustoso ho visto alcuni clienti che tiravano su la zuppa da un pentolone inquietante! E si sprecano le anatre laccate. Insomma, in una città con 20 milioni di abitanti ce n'è veramente per tutti!
Oggi pomeriggio vado a fare un altro giretto. Giro a piedi, così cerco di ritenere un po' di strade. Tutti sono molto gentili e spesso si offrono di aiutarti. Solo che, dopo la prima frase in inglese, iniziano a parlare cinese e, vedendomi interdetto, si fanno una risata e dicono: solly, solly!!!!
Un salutone...
Thursday, July 10, 2008
A Mogashan Lu in taxi rosso...
Se passate da Shanghai, non potete farvi scappare Moganshan Lu.
Al numero 50, per l’esattezza, c’è un vecchio complesso industriale completamente recuperato, anche se dall’aspetto stranamente decadente (qui in Cina se restaurano qualsiasi cosa, preferiscono rifarla nuova!), dove sono sistemate una serie di gallerie d’arte contemporanea.
Per arrivarci abbiamo preso un taxi rosso. Il colore potrebbe sembrare un dettaglio, ma non è così! Mi avevano avvertito di diffidare dei taxi rossi ed, infatti, la corsa è costata più di 70 RMB, quando al ritorno, per lo stesso tragitto, ne abbiamo pagati 19. E’ vero che il tassista sembrava molto simpatico e che ha fatto una lunga dissertazione (in cinese) sugli europei di calcio ma un po’ esoso lo è risultato lo stesso e, pare, si sia andato subito a farsi due risate con gli amici al dopolavoro dei tassisti.
Le gallerie affacciano su una piazzetta con due Caffè dove si può prendere qualcosa da bere seduti ad un tavolino e dove c’è anche una libreria specializzata abbastanza fornita (confesso che una lacrima di nostalgia mi è scappata quando ho scorto il catalogo di una mostra vista alle Scuderie del Quirinale qualche mese fa).
Delle varie esposizioni che dire? Qualcosa di interessante in effetti lo potete trovare ma il resto è tutto molto molto discutibile. E non lo dico solo io, visto che con me c’era anche un mio amico artista romano.
In generale, mi sembra che questi artisti cinesi contemporanei si copino abbastanza fra di loro e riprendano diversi temi dell’arte occidentale di qualche anno fa. Forse, è anche l’esigenza di soddisfare una domanda di arte e di beni di lusso in forte crescita.
Certo, se qualcuno di voi avesse una vena artistica un po’ inespressa, è sempre in tempo a fare un giro da queste parti, magari diventa famoso.
Però sbrigatevi! Pare che gli affitti delle gallerie stiano aumentando a vista d’occhio e che, fra non molto tempo, quelle che ci sono saranno costrette a chiudere per far posto a ben più blasonate gallerie internazionali e, per voi giovani promesse dell’arte, sarà tutto più difficile.
Bye, bye...
Al numero 50, per l’esattezza, c’è un vecchio complesso industriale completamente recuperato, anche se dall’aspetto stranamente decadente (qui in Cina se restaurano qualsiasi cosa, preferiscono rifarla nuova!), dove sono sistemate una serie di gallerie d’arte contemporanea.
Per arrivarci abbiamo preso un taxi rosso. Il colore potrebbe sembrare un dettaglio, ma non è così! Mi avevano avvertito di diffidare dei taxi rossi ed, infatti, la corsa è costata più di 70 RMB, quando al ritorno, per lo stesso tragitto, ne abbiamo pagati 19. E’ vero che il tassista sembrava molto simpatico e che ha fatto una lunga dissertazione (in cinese) sugli europei di calcio ma un po’ esoso lo è risultato lo stesso e, pare, si sia andato subito a farsi due risate con gli amici al dopolavoro dei tassisti.
Le gallerie affacciano su una piazzetta con due Caffè dove si può prendere qualcosa da bere seduti ad un tavolino e dove c’è anche una libreria specializzata abbastanza fornita (confesso che una lacrima di nostalgia mi è scappata quando ho scorto il catalogo di una mostra vista alle Scuderie del Quirinale qualche mese fa).
Delle varie esposizioni che dire? Qualcosa di interessante in effetti lo potete trovare ma il resto è tutto molto molto discutibile. E non lo dico solo io, visto che con me c’era anche un mio amico artista romano.
In generale, mi sembra che questi artisti cinesi contemporanei si copino abbastanza fra di loro e riprendano diversi temi dell’arte occidentale di qualche anno fa. Forse, è anche l’esigenza di soddisfare una domanda di arte e di beni di lusso in forte crescita.
Certo, se qualcuno di voi avesse una vena artistica un po’ inespressa, è sempre in tempo a fare un giro da queste parti, magari diventa famoso.
Però sbrigatevi! Pare che gli affitti delle gallerie stiano aumentando a vista d’occhio e che, fra non molto tempo, quelle che ci sono saranno costrette a chiudere per far posto a ben più blasonate gallerie internazionali e, per voi giovani promesse dell’arte, sarà tutto più difficile.
Bye, bye...
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