... Ebbene, voglio anch'io la mia patente, signor giudice! La patente di jettatore. Col bollo. Con tanto di bollo legale! Jettatore patentato dal regio tribunale ...
Anche io volevo la mia patente! Ma non quella da jettatore di pirandelliana memoria, bensì una normale patente automobilistica. Normale si fa per dire: cinese, in realtà! Così, qualche giorno fa, mi sono recato alla Motorizzazione di Shanghai per far convertire la mia patente da italiana a cinese!.
Arrivati all’Ufficio della Motorizzazione (in quattro: tre italiani ed una guida cinese!), siamo entrati in una grande sala dove ci siamo subito messi in fila alle casse: 40 Rmb per le foto. Qualcosa, però, deve essere andato storto visto che la fotagrafa, dopo aver confrontato il nostro documento con quanto appariva sullo schermo del suo computer, ci ha rimandati indietro e siamo riusciti ad avere una bella foto solo dopo che la nostra guida si è rifatta un’altra volta la fila. Pare che, inizialmente, il cassiere avesse sbagliato ad inserire qualche dato! Dico pare, perché nemmeno il professore universitario di cinese che era con noi ha capito un’acca di quello che ci ha detto la fotografa, visto che la signora parlava un perfetto shanghainese, ma mandarino abbastanza pochino!
La saletta per fare le foto è una piccola stanza con una parete bianca. Appena entrati, sulla sinistra, ci sono un bello specchio (con pettine e spruzzatore dell’acqua per aggiustarsi la chioma!) ed un paio di camicie azzurre (come quelle da tranviere, per intendersi!). Così, considerato che io avevo una camicia bianca e, forse, con lo sfondo dello stesso colore non rendeva bene, ho dovuto indossare una delle camicie azzurre. A dir la verità, mi stava piuttosto benino se non fosse che sembravo Hulk quado è parecchio arrabbiato, visto che la taglia era piuttosto da tranviere cinese...
Avute le fote (una ventina, quando poi ne abbiamo usate 3) siamo saliti in un altro ufficio dove un polizziotto ci ha fatto riempire un modulo e ci ha rispediti in sala di attesa. Qui abbiamo passato un brutto quarto d’ora, interrogandoci su quali prove avremmo dovuto superare visto che accanto a noi c’erano diverse persone con un libircino in mano: quello della scuola guida con cartelli e precedenze e, considerato come guidano i cinesi, non è proprio scontato che le regole siano le stesse che dalle nostre parti.
Fortunatamente, ad un ceto punto, si è presentata la nostra guida con tre patenti nuove di zecca! Non so come abbia fatto. Io gli avevo dato 15 RMB (piu' o meno due euro) e non credo che con questa cifra abbia corrotto nessuno! Adesso non rimane che immatricolare l’auto: una bella 147 rossa, nuova di zecca, appena portata dall’Italia. Peccato che dal 1 luglio possano essere immatricolate solo le auto sono incluse in una determinata lista in cui delle Alfa non c’è nemmeno l’ombra. Ma con un po' di pazienza...
Wednesday, November 26, 2008
Friday, November 21, 2008
... a tavola ...
Come si dice? Meglio regalargli un cappotto che invitarlo a cena?
Questo detto lo deve aver inventato un viaggiatore europeo in visita nell'Impero di Mezzo qualche secolo fa...
Se, infatti, pensavate di invitare un po' di amici cinesi a cena, scordatevi una bella spaghettata davanti il televisore.
Già sul numero delle portate non potete fare i furbi! Sulle vere regole del galateo cinese c'è un po' di discussione: per alcuni bisognerebbe servire 8 piatti freddi e 10 caldi (18 portate 18!!!!), per altri il numero delle portate deve essere di un'unità superiore a quello dei commensali. In poche parole, se a tavola siete 10, servono 11 portate. Se siete 12, 13 porate e così via... Se siete 20, vi consiglio di andare in cucina, altrimenti non ce la farete mai!
In quest'ultimo caso l'alternativa è allestire tanti tavoli in modo da raggruppare gli ospiti in gruppi più ristretti, così da poter ridurre le portate! Ma, a questo punto, a meno che non abbiate uno zio ristoratore (che in Cina non è poi così difficile), avrete il problema di dove prendere i tavoli! Fate un po' voi...
Per quanto riguarda le pietanze, poi, la cucina cinese è veramente molto molto varia e potete trovare di tutto: dipende dal vostro cuoco e, soprattutto, di dove è originario.
Quelli, infatti, a cui siamo abituati noi in Italia sono solo pochissimi piatti di una cucina che è caratterizzata dalle sue numerevolissime varietà regionali, tanto che si parla di almeno 10 grandi Scuole, che differiscono fra loro per piatti tipici e modi di cucinare. Così avrete le scuole di: Hunan, Fujian, Anhui, Zhejiang, Shandong, Sichuan, Jiansu, Guandong, Shanghai e Pechino. Vi lascio indovinare di dove siano l'Anatra alla Pechinese o il riso alla Cantonese.
In realtà, anche parlando di scuole, si ragiona per approssimazione perché poi esistono tanti piatti tipici in ogni città. Certo, ci sono delle caratteristiche che in qualche modo accomunano le pietanze di uguale provenienza: abbastanza leggera è la cucina del Guandong, un po' più abbondante di grassi quella del Nord, particolarmente speziati e piccanti sono i piatti di Sichuan e Hunan.
A questo proposito, fate attenzione se prendete l'aero per Chengdu. Un amico mi ha raccontato che sulla rotta Shanghai-Chengdu (capitale del Sichuan), l'hostess, dopo aver distribuito i normali vassoi con le pietanze, passa con una bella cesta di peperoncino per la contentezza degli autoctoni. Insomma, l'aereo potrebbe andare a fuoco....
Ma adesso vi devo lasciare. L'acqua in pentola bolle: oggi spaghetti con le vongole!!!!
Questo detto lo deve aver inventato un viaggiatore europeo in visita nell'Impero di Mezzo qualche secolo fa...
Se, infatti, pensavate di invitare un po' di amici cinesi a cena, scordatevi una bella spaghettata davanti il televisore.
Già sul numero delle portate non potete fare i furbi! Sulle vere regole del galateo cinese c'è un po' di discussione: per alcuni bisognerebbe servire 8 piatti freddi e 10 caldi (18 portate 18!!!!), per altri il numero delle portate deve essere di un'unità superiore a quello dei commensali. In poche parole, se a tavola siete 10, servono 11 portate. Se siete 12, 13 porate e così via... Se siete 20, vi consiglio di andare in cucina, altrimenti non ce la farete mai!
In quest'ultimo caso l'alternativa è allestire tanti tavoli in modo da raggruppare gli ospiti in gruppi più ristretti, così da poter ridurre le portate! Ma, a questo punto, a meno che non abbiate uno zio ristoratore (che in Cina non è poi così difficile), avrete il problema di dove prendere i tavoli! Fate un po' voi...
Per quanto riguarda le pietanze, poi, la cucina cinese è veramente molto molto varia e potete trovare di tutto: dipende dal vostro cuoco e, soprattutto, di dove è originario.
Quelli, infatti, a cui siamo abituati noi in Italia sono solo pochissimi piatti di una cucina che è caratterizzata dalle sue numerevolissime varietà regionali, tanto che si parla di almeno 10 grandi Scuole, che differiscono fra loro per piatti tipici e modi di cucinare. Così avrete le scuole di: Hunan, Fujian, Anhui, Zhejiang, Shandong, Sichuan, Jiansu, Guandong, Shanghai e Pechino. Vi lascio indovinare di dove siano l'Anatra alla Pechinese o il riso alla Cantonese.
In realtà, anche parlando di scuole, si ragiona per approssimazione perché poi esistono tanti piatti tipici in ogni città. Certo, ci sono delle caratteristiche che in qualche modo accomunano le pietanze di uguale provenienza: abbastanza leggera è la cucina del Guandong, un po' più abbondante di grassi quella del Nord, particolarmente speziati e piccanti sono i piatti di Sichuan e Hunan.
A questo proposito, fate attenzione se prendete l'aero per Chengdu. Un amico mi ha raccontato che sulla rotta Shanghai-Chengdu (capitale del Sichuan), l'hostess, dopo aver distribuito i normali vassoi con le pietanze, passa con una bella cesta di peperoncino per la contentezza degli autoctoni. Insomma, l'aereo potrebbe andare a fuoco....
Ma adesso vi devo lasciare. L'acqua in pentola bolle: oggi spaghetti con le vongole!!!!
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Sunday, November 2, 2008
Urumqi Lu... baozi, jiaozi, mele-pera e pompelmi giganti
Stamattina, ho fatto un giretto per Urumqi Lu (è la trascrizione in pinyin del nome di una città che si trova nella zona nord-occidentale della Cina e pare essere la piu' lontana città da qualsiasi mare del mondo!)
Innanzitutto, rimanete sempre colpiti dal fatto che, mentre ci sono grattacieli super moderni di 40 piani, vedete delle impalcature (quelle che da noi chiamamo Dalmine, per intendersi) in bambu. E’ vero che sono bambu giganti e che li usano per i palazzi di pochi piani ma sempre bambu sono!!!!
Ad ogni modo, l’atmosfera di Urumqi Lu è veramente affascinante. Ci sono un sacco di negozi interessanti.
Innanzitutto, i negozi di frutta e verdure, dove qualche tempo fa ho comprato una bella busta di fave (non ho saputo resistere, pensando al pecorino che ero riuscito a far passre alla dogana!) ed un tipo di frutta che assomiglia ad un caki ma che è sul viola. C’è anche una specie di ananas tutto appuntito oltre ai lichis e a delle nespole (?) giganti. E poi in questo periodo trovate dei pompelmi dalle dimensioni simili ad un meloncino e delle meline piccole piccole!
Ma non è tutto oro quello che luccica: l'altro giorno vado a prendere una mela in frigo e al primo morso il sapore non è quello che vi aspettereste. Si trattava infatti di una mela-pera!!! Una mela con il sapore di pera!
Poi ci sono le pescherie. Qui mi sono avvicinato ed ho sentito uno strano cra-cra. Così ho scorto delle belle vaschette piena di ranocchie, ovviamente vive e vegete. E più in basso un vascone con dei rosponi giganti. Se state cercando il vostro principe Azzurro, non avete che l’imbarazzo della scelta!
Ci sono anche negozi di frutta secca: pistacchi, noccioline, e tanti altri tipi che non ho mai visto. E una specie di pasticceria con una signora che fa delle crépes che sembrano buone: unico inconveniente è che dentro ci mette una specie di “Nutella” che ha l’aria di essere super dolce.
E se avete fame e volete fare uno spuntino pomeridiano: jiaozi e baozi ripieni di carne e verdure. Squisiti e sostanziosi!
Beh, ora non posso descrivervi tutti i negozi che ci sono, anche perché alcune cose sono vermaente da vedere e non saprei trovare le parole. Chi dovesse passare da queste parti...
Innanzitutto, rimanete sempre colpiti dal fatto che, mentre ci sono grattacieli super moderni di 40 piani, vedete delle impalcature (quelle che da noi chiamamo Dalmine, per intendersi) in bambu. E’ vero che sono bambu giganti e che li usano per i palazzi di pochi piani ma sempre bambu sono!!!!
Ad ogni modo, l’atmosfera di Urumqi Lu è veramente affascinante. Ci sono un sacco di negozi interessanti.
Innanzitutto, i negozi di frutta e verdure, dove qualche tempo fa ho comprato una bella busta di fave (non ho saputo resistere, pensando al pecorino che ero riuscito a far passre alla dogana!) ed un tipo di frutta che assomiglia ad un caki ma che è sul viola. C’è anche una specie di ananas tutto appuntito oltre ai lichis e a delle nespole (?) giganti. E poi in questo periodo trovate dei pompelmi dalle dimensioni simili ad un meloncino e delle meline piccole piccole!
Ma non è tutto oro quello che luccica: l'altro giorno vado a prendere una mela in frigo e al primo morso il sapore non è quello che vi aspettereste. Si trattava infatti di una mela-pera!!! Una mela con il sapore di pera!
Poi ci sono le pescherie. Qui mi sono avvicinato ed ho sentito uno strano cra-cra. Così ho scorto delle belle vaschette piena di ranocchie, ovviamente vive e vegete. E più in basso un vascone con dei rosponi giganti. Se state cercando il vostro principe Azzurro, non avete che l’imbarazzo della scelta!
Ci sono anche negozi di frutta secca: pistacchi, noccioline, e tanti altri tipi che non ho mai visto. E una specie di pasticceria con una signora che fa delle crépes che sembrano buone: unico inconveniente è che dentro ci mette una specie di “Nutella” che ha l’aria di essere super dolce.
E se avete fame e volete fare uno spuntino pomeridiano: jiaozi e baozi ripieni di carne e verdure. Squisiti e sostanziosi!
Beh, ora non posso descrivervi tutti i negozi che ci sono, anche perché alcune cose sono vermaente da vedere e non saprei trovare le parole. Chi dovesse passare da queste parti...
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