L'altro giorno ho chiesto ad un amico se voleva accompagnarmi al Mercato dei Grilli. Così, verso le 10.30, è passato a prendermi a casa. Dopo esserci salutati, ci siamo resi conto che nessuno dei due sapeva dove dovessimo andare.
Senza saper né leggere né scrivere, ci siamo diretti verso Piazza del Popolo perché a cena, la sera prima, una ragazza che vive a Shanghai da 4 anni ci aveva detto che il Mercato si trova a sud di Piazza del Popolo.
Capite bene che queste indicazioni potrebbero andare bene a Vernio o a Bracciano ma a Shanghai è un po’ come cercare un ago in pagliaio o, detto in altri termini, svuotare il mare con un bicchiere. Se poi considerate che eravamo senza mappa e che a Piazza del Popolo ci sono 20 uscite della metro, forse è un po’ come svuotare il mare senza neanche il bicchiere.
Così abbiamo chiamato la nostra amica, che ci ha inviato un sms con l’indirizzo: in teoria il Mercato sarebbe dovuto essere in Tibet Lu. Non so se è il periodo particolare o se in cinese la parola Tibet è completamente diversa da come la pronunciamo noi, ma nessuna persona a cui lo abbiamo chiesto nemmeno capiva cosa stessimo dicendo o faceva finta di non capire appena sentivano la parola incriminata.
Alla fine, però, siamo riusciti a raggiungere la nostra meta!
Il Mercato dei Grilli è un posto incredibile: ci sono animali di tutti i tipi. Centinaia di specie di uccelli diversi fra loro, fra cui simpatici pappagalli ai quali il mio compagno di avventure ha cercato di parlare in romanesco; migliaia di girini in strane scatole piena d’acqua, alcune tartarughe con una corazza puntuta, migliaia di vermetti, bacarozzi di diverse taglie, pesci di tutti i colori e, dulcis in fundo, tanti piccoli grilli in scatolette trasparenti o piccole gabbiette di paglia. E poi, decine di persone accovacciate per terra che mostrano la propria mercanzia e contrattano con i clienti incuriositi!
Il tutto fra bonsai e piante colorate da foresta tropicale!
Chissà cosa se ne fa una persona di un grillo? Ma, d’altronde, anche vermi e bacarozzi…
Friday, October 10, 2008
Thursday, October 2, 2008
Taxiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!
Qualche tempo fa, vi ho parlato del taxi rosso. Non vi ho ancora detto, però, che andare in taxi a Shanghai è un’esperienza piuttosto irripetibile.
Innanzitutto, una nota tecnica: tutti i taxi sono dello stesso tipo, anche se dai colori diversi. Circa 50.000 Santana della Wolkswagen. Adesso, capirete perché la Wolkswagn è un pezzo avanti rispetto alla Fiat (che qui, per inciso, ha smesso di vendere auto qualche tempo fa)!
Ma, a parte questo, è il modo di guidare dei tassisti che è abbastanza interessante. Innanzitutto, il clacson è il loro primo amore. Suonano anche se la strada è libera e, soprattutto, se sta attraversando un pedone. Se poi questo è sulle strisce ed ha il semaforo verde dalla sua parte, c’è ancora più gusto. Non vi pare?
Molti, poi, sognavano di fare il pilota di Formula Uno. Da questo punto di vista non c’è che dire: non hanno come strategia quella di far correre il tassametro, visto che sfrecciano come se stessero su una pista. Forse è il traffico che li porta a scatenarsi quando la strada è libera! Certo, se si ritrovano con qualcuno davanti che non spinge molto sul pedale, non ci pensano due volte: il sorpasso a destra con strombazzata e strada tagliata è assicurato.
Voi, una volta saliti (rigorosamente con l’indirizzo della meta da raggiungere in ideogrammi), non fate caso alle altre macchine che vi tagliano la strada, agli autobus che vi piombano addosso, alle biciclette che sbucano all’improvviso: in qualche modo ve la caverete.
Piuttosto, prima di partire, cercate di verificare l’indirizzo che darete al vostro tassista (anche se mi rendo conto che leggere gli ideogrammi non è proprio la cosa più facile da fare). La settimana scorsa, io ho dato al tassista il bigliettino di un negozio dove volevamo tornare, andando piuttosto a colpo sicuro. Pare, però, che il negozio non avesse un’unica sede, visto che siamo arrivati quasi a Nanchino prima che la corsa volgesse al termine. Va beh, abbiamo visto un altro posto...
Innanzitutto, una nota tecnica: tutti i taxi sono dello stesso tipo, anche se dai colori diversi. Circa 50.000 Santana della Wolkswagen. Adesso, capirete perché la Wolkswagn è un pezzo avanti rispetto alla Fiat (che qui, per inciso, ha smesso di vendere auto qualche tempo fa)!
Ma, a parte questo, è il modo di guidare dei tassisti che è abbastanza interessante. Innanzitutto, il clacson è il loro primo amore. Suonano anche se la strada è libera e, soprattutto, se sta attraversando un pedone. Se poi questo è sulle strisce ed ha il semaforo verde dalla sua parte, c’è ancora più gusto. Non vi pare?
Molti, poi, sognavano di fare il pilota di Formula Uno. Da questo punto di vista non c’è che dire: non hanno come strategia quella di far correre il tassametro, visto che sfrecciano come se stessero su una pista. Forse è il traffico che li porta a scatenarsi quando la strada è libera! Certo, se si ritrovano con qualcuno davanti che non spinge molto sul pedale, non ci pensano due volte: il sorpasso a destra con strombazzata e strada tagliata è assicurato.
Voi, una volta saliti (rigorosamente con l’indirizzo della meta da raggiungere in ideogrammi), non fate caso alle altre macchine che vi tagliano la strada, agli autobus che vi piombano addosso, alle biciclette che sbucano all’improvviso: in qualche modo ve la caverete.
Piuttosto, prima di partire, cercate di verificare l’indirizzo che darete al vostro tassista (anche se mi rendo conto che leggere gli ideogrammi non è proprio la cosa più facile da fare). La settimana scorsa, io ho dato al tassista il bigliettino di un negozio dove volevamo tornare, andando piuttosto a colpo sicuro. Pare, però, che il negozio non avesse un’unica sede, visto che siamo arrivati quasi a Nanchino prima che la corsa volgesse al termine. Va beh, abbiamo visto un altro posto...
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