Una serra in biciletta.
Leggendo il titolo penserete sicuramente ad un errore. Una "r" ballerina scappata nella fretta. E invece no! Qualche giorno fa sono stato in un enorme mercato di fiori e piante dove ho comprato un bell'alberello in un enorme vaso marrone. Dopo una lunga tattativa per il prezzo ci siamo accordati anche sulla consegna: a domicilio naturalmente. D'altro canto, in macchina non c'era alcuna possibilità di farcelo entrare l'alberello e tantomeno di portarlo a mano visto che peserà poco meno di un quintale. Sicuramente avranno un camioncino ed un sistema per alzarlo e trasportarlo mi sono detto.
In effetti il sistema di trasportarlo c'era ed è anche ecologico a pensarci bene: una bella biciletta! Ebbene sì. Sarà l'eredità della Cina di qualche anno fa dove milioni di bicilette affollavano le vie delle città, sarà che con il commercio delle piante al dettaglio non ci si arricchisce piu' di tanto, in ogni caso il mio amico fioraio ha sfidato le leggi della fisica. Sicuramente avrà dei muscoli alle gambe nemmeno Girardengo!
In biciletta ci portano veramente di tutto: bidoni giganti dell'acqua, tanto polistirolo da imballare la Città proibità, tubi dalmine lunghe tre metri. A volte il ciclista appare come un puntino sovrastato da una montagna di polistirolo bianco! Il polistirolo non pesa molto direte voi ma anche a portarne in quantità industriali non deve essere così semplice!
Saturday, March 7, 2009
Monday, January 19, 2009
decreto 81 e 626...
Stavo proprio leggendo un articolo su decreto 81 e legge 626 (noiosissimi testi normativi sulla sicurezza sui posti di lavoro) quando mi sono accorto che qualcosa penzolava dalla finestra di casa mia, al diciannovesimo piano. Un corda! Che mai sarà? Semplice: stavano lavando i vetri e dei simpatici cinesini si erano calati dall’alto seduti su una specie di altalena. Il metodo è lo stesso anche per il nuovo grattacielo piu’ alto di 500 metr1 (ci sono le foto!). Pare che ogni tanto qualcuno cada, ma non vi preoccupate. Transennano ben bene i marciapiedi corrispondenti per evitare che qualcuno possa rimanere schiacciato!
Non sarà poi tanto piu’ pericoloso del lavoro del muratore che l’altro giorno riparava, vicino all’Okura Garden, il tetto spiovente di una casa (a due piani, ad onore del vero), semplicemente camminando sulle tegole e reggendosi con la mano non impegnata a maneggiare i ferri del mestiere.
Gli è andata pure bene, direte voi, dopo aver visto altri muratori che, invece, il tetto lo riparavano stando appoggiati non su una scala ma sui i fili della corrente! Dovrebbero essere robusti, ben isolati e forse, se non si appoggia il piede per terra – tra l’altro non dovrebbe essere possibile da quella altezza –, probabilmente non succede nulla. Speriamo si trattasse semplicemente di un’illusone ottica. Ma non ci sarebbe da stupirsi se non lo fosse!
Tra l’altro, se volete divertirvi e vedere un vero call center, l’altro giorno sono stato a ritirare un biglietto aereo proprio vicino casa mia! A dire la verità, sono stati gentilissimi ed efficientissimi. Era l’ambiente un po’ sui generis. In uno stretto corridoio, nell’androne di un palazzo, vi erano tre simpatici ragazzi che, mentre mangiavano un non meglio identificabile panino, rispondevano, armati di telefono e computer, agli avventori di turno! Dietro, poi, si vedevano una cinquantina di persone, ammassate su altrettante scrivanie che, in un’enorme stanza senza finestre, soddisfacevano i clienti via telefono. Credo la società sia filippina: insomma, metodi di lavoro filippino applicati ad impiegati cinesi. Immaginate un po’ voi...
Non sarà poi tanto piu’ pericoloso del lavoro del muratore che l’altro giorno riparava, vicino all’Okura Garden, il tetto spiovente di una casa (a due piani, ad onore del vero), semplicemente camminando sulle tegole e reggendosi con la mano non impegnata a maneggiare i ferri del mestiere.
Gli è andata pure bene, direte voi, dopo aver visto altri muratori che, invece, il tetto lo riparavano stando appoggiati non su una scala ma sui i fili della corrente! Dovrebbero essere robusti, ben isolati e forse, se non si appoggia il piede per terra – tra l’altro non dovrebbe essere possibile da quella altezza –, probabilmente non succede nulla. Speriamo si trattasse semplicemente di un’illusone ottica. Ma non ci sarebbe da stupirsi se non lo fosse!
Tra l’altro, se volete divertirvi e vedere un vero call center, l’altro giorno sono stato a ritirare un biglietto aereo proprio vicino casa mia! A dire la verità, sono stati gentilissimi ed efficientissimi. Era l’ambiente un po’ sui generis. In uno stretto corridoio, nell’androne di un palazzo, vi erano tre simpatici ragazzi che, mentre mangiavano un non meglio identificabile panino, rispondevano, armati di telefono e computer, agli avventori di turno! Dietro, poi, si vedevano una cinquantina di persone, ammassate su altrettante scrivanie che, in un’enorme stanza senza finestre, soddisfacevano i clienti via telefono. Credo la società sia filippina: insomma, metodi di lavoro filippino applicati ad impiegati cinesi. Immaginate un po’ voi...
Friday, January 2, 2009
Li e Zhang
Li uscì di casa come tutte le mattine. Abitava nella concessione francese e la sua casa si trovava in un bel viale alberato. Era un po' malmessa ma aveva il fascino del tempo che non c'era piu', quando a Shanghai c'erano solo edifici bassi, a due o tre piani... E poi dalla sua finestra, Li poteva uscire sui tetti e spesso ci andava per pensare con un libro in mano ed una tazza di thè.
Iniziò a camminare lentamente, passo dopo passo. Quella mattina si sentiva fortunata ed era contenta perché il sole splendeva. E poi, a lei piaceva quella sensazione di freddo che entrava da sotto la sua lunga e larga gonna a fiori. Si ricordava di quando viveva ad Upsala, in Svezia: lì sì che faceva freddo.Camminava lentamente, passo dopo passo. Ormai conosceva quella strada a memoria. E, come tutte le mattine, il vecchio Yu la salutò con un sorriso. Le ricordava suo nonno, quando da piccola andava a trovarlo a Nanchino.
Era quasi arrivata. Lo sapeva perché aveva superato la sua libreria preferita. Ogni volta che aveva cinque minuti liberi, faceva una corsa per rifugiarsi fra i "suoi" libri. Se non fosse stata un giovane medico all'ospedale Huashan, Li avrebbe voluto lavorare in una libreria o in una biblioteca.
Li stava per voltarsi quando una forza travolgente la investì e la fece barcollare. Si ritrovò per terra, schiacciata da un peso che quasi non la faceva respirare. Li aprì gli occhi e vide il volto di un ragazzo."Ma ti sembra questo il modo di camminare?" Disse Zhang con un'aria irritata. "Mi farai arrivare tardi a lavoro: le borse mica aspettano te per aprire! Non lo sai che all'indietro camminano solo i gamberi?"
Ebbene sì; a Shanghai uscite di casa e trovate le persone che camminano all'indietro. Sono persone anziane ma anche giovani. Camminano in coppia o da soli. Ma sempre molto lentamente. L'altro giorno, ho chiesto ad un amico cinese quale fosse il motivo di questo strano modo di camminare. Sembra che sia un metodo per far riposare la colonna vertebrale. Quando, infatti, noi camminiamo normalmente, il peso si distribuisce sempre allo stesso modo. Così, facendo delle lunghe passeggiate camminando all'indietro, il peso si riequilbra e la colonna vertebrale ne trae un beneficio. Questo mio amico mi ha anche detto che lui, una volta, ha provato a camminare all'indietro per venti minuti tutti i giorni, quasi per due settimane, ma non sa se gli ha fatto bene. Certo non gli ha fatto male.
Chissà se funziona a stare meglio con lo schiena. A volte però serve: una fredda mattina d'inverno, con il sole che splendeva ed il vento che le pizzicava le gambe, sotto la sua lunga e larga gonna a fiori, Li incontrò Zhang e....
Iniziò a camminare lentamente, passo dopo passo. Quella mattina si sentiva fortunata ed era contenta perché il sole splendeva. E poi, a lei piaceva quella sensazione di freddo che entrava da sotto la sua lunga e larga gonna a fiori. Si ricordava di quando viveva ad Upsala, in Svezia: lì sì che faceva freddo.Camminava lentamente, passo dopo passo. Ormai conosceva quella strada a memoria. E, come tutte le mattine, il vecchio Yu la salutò con un sorriso. Le ricordava suo nonno, quando da piccola andava a trovarlo a Nanchino.
Era quasi arrivata. Lo sapeva perché aveva superato la sua libreria preferita. Ogni volta che aveva cinque minuti liberi, faceva una corsa per rifugiarsi fra i "suoi" libri. Se non fosse stata un giovane medico all'ospedale Huashan, Li avrebbe voluto lavorare in una libreria o in una biblioteca.
Li stava per voltarsi quando una forza travolgente la investì e la fece barcollare. Si ritrovò per terra, schiacciata da un peso che quasi non la faceva respirare. Li aprì gli occhi e vide il volto di un ragazzo."Ma ti sembra questo il modo di camminare?" Disse Zhang con un'aria irritata. "Mi farai arrivare tardi a lavoro: le borse mica aspettano te per aprire! Non lo sai che all'indietro camminano solo i gamberi?"
Ebbene sì; a Shanghai uscite di casa e trovate le persone che camminano all'indietro. Sono persone anziane ma anche giovani. Camminano in coppia o da soli. Ma sempre molto lentamente. L'altro giorno, ho chiesto ad un amico cinese quale fosse il motivo di questo strano modo di camminare. Sembra che sia un metodo per far riposare la colonna vertebrale. Quando, infatti, noi camminiamo normalmente, il peso si distribuisce sempre allo stesso modo. Così, facendo delle lunghe passeggiate camminando all'indietro, il peso si riequilbra e la colonna vertebrale ne trae un beneficio. Questo mio amico mi ha anche detto che lui, una volta, ha provato a camminare all'indietro per venti minuti tutti i giorni, quasi per due settimane, ma non sa se gli ha fatto bene. Certo non gli ha fatto male.
Chissà se funziona a stare meglio con lo schiena. A volte però serve: una fredda mattina d'inverno, con il sole che splendeva ed il vento che le pizzicava le gambe, sotto la sua lunga e larga gonna a fiori, Li incontrò Zhang e....
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