Sunday, December 7, 2008

parcheggi a Piedigrotta!

Oggi sembrava di stare a Piedigrotta.. Tornando a casa ho sentito il tipico rumore di botti e tric e trac.
Avvicinandomi, mi accorgo che è prorprio dal cancello di casa mia che provengono i rumori e scorgo una bella BMW tutta agghindata con ghirlande di fiori.
Insomma, per farla breve, uno sposo cinese sta venendo a prendere la sua bella. Il tipo esce di macchina vestito interamente di bianco. Un bel vestito bianco cosparso di paillettes luccicanti. Un po’ indiscreto, forse, ma sicuramente molto molto romantico, anche perché ha un bellissimo mazzo di fiori in mano. Si piazza nell’atrio attorniato da fotografi ed amici ed aspetta impaziente...
Non so se lei sia scesa in quanto sono salito a casa. Io ci avrei pensato su un paio di volte, considerando l’abito dello sposo. Ma, forse, non lo aveva ancora visto, se le trandizione hanno ancora un significato...

Una cosa di cui non vi ho mai parlato sono i parcheggi. Vi ho già detto che a Shanghai guidano senza troppo preoccuparsi delle macchine che hanno intorno, dei pedoni e delle biciclette. In altre parole, può benissimo capitare che un tassista inchiodi perché ha visto un cliente o che l’auto che vi precede faccia inversione ad U senza alcun preavviso perché il conducente ha deciso di tornare a casa a prendere l’ombrello.
Comunque, guidare non è impossibile: basta farlo in modo sportivo, senza preoccuparsi troppo.
Ad ogni modo, sono i parcheggi che non ci sono. Non riesco ancora a capire cosa se ne facciano dell’auto quando sono arrivati a destinazione. A volte si può parcheggiare nei sotterranei dei grandi alberghi o dei centri commerciali ma, quello di cui vi è certezza, è che, nella maggiorparte delle strade, la macchina non si può lasciare, salvo che non si voglia rischiare di prendere una bella multa. L’altro giorno ne parlavo proprio con un signore italiano che voleva chiedere al nostro governo di dichiarare guerra alla Cina perché lui prende sempe la multa quando va a lavorare, soprattutto in considerazione del fatto che “questi cinesi sono dei baluba che non sanno come comportarsi”. Il tipo non ha capito che fra un paio d’anni questi baluba si comprano l’Italia ed al posto del Colosseo ci fanno un bel parcheggio ma insomma...

Wednesday, November 26, 2008

la patente

... Ebbene, voglio anch'io la mia patente, signor giudice! La patente di jettatore. Col bollo. Con tanto di bollo legale! Jettatore patentato dal regio tribunale ...

Anche io volevo la mia patente! Ma non quella da jettatore di pirandelliana memoria, bensì una normale patente automobilistica. Normale si fa per dire: cinese, in realtà! Così, qualche giorno fa, mi sono recato alla Motorizzazione di Shanghai per far convertire la mia patente da italiana a cinese!.

Arrivati all’Ufficio della Motorizzazione (in quattro: tre italiani ed una guida cinese!), siamo entrati in una grande sala dove ci siamo subito messi in fila alle casse: 40 Rmb per le foto. Qualcosa, però, deve essere andato storto visto che la fotagrafa, dopo aver confrontato il nostro documento con quanto appariva sullo schermo del suo computer, ci ha rimandati indietro e siamo riusciti ad avere una bella foto solo dopo che la nostra guida si è rifatta un’altra volta la fila. Pare che, inizialmente, il cassiere avesse sbagliato ad inserire qualche dato! Dico pare, perché nemmeno il professore universitario di cinese che era con noi ha capito un’acca di quello che ci ha detto la fotografa, visto che la signora parlava un perfetto shanghainese, ma mandarino abbastanza pochino!

La saletta per fare le foto è una piccola stanza con una parete bianca. Appena entrati, sulla sinistra, ci sono un bello specchio (con pettine e spruzzatore dell’acqua per aggiustarsi la chioma!) ed un paio di camicie azzurre (come quelle da tranviere, per intendersi!). Così, considerato che io avevo una camicia bianca e, forse, con lo sfondo dello stesso colore non rendeva bene, ho dovuto indossare una delle camicie azzurre. A dir la verità, mi stava piuttosto benino se non fosse che sembravo Hulk quado è parecchio arrabbiato, visto che la taglia era piuttosto da tranviere cinese...

Avute le fote (una ventina, quando poi ne abbiamo usate 3) siamo saliti in un altro ufficio dove un polizziotto ci ha fatto riempire un modulo e ci ha rispediti in sala di attesa. Qui abbiamo passato un brutto quarto d’ora, interrogandoci su quali prove avremmo dovuto superare visto che accanto a noi c’erano diverse persone con un libircino in mano: quello della scuola guida con cartelli e precedenze e, considerato come guidano i cinesi, non è proprio scontato che le regole siano le stesse che dalle nostre parti.

Fortunatamente, ad un ceto punto, si è presentata la nostra guida con tre patenti nuove di zecca! Non so come abbia fatto. Io gli avevo dato 15 RMB (piu' o meno due euro) e non credo che con questa cifra abbia corrotto nessuno! Adesso non rimane che immatricolare l’auto: una bella 147 rossa, nuova di zecca, appena portata dall’Italia. Peccato che dal 1 luglio possano essere immatricolate solo le auto sono incluse in una determinata lista in cui delle Alfa non c’è nemmeno l’ombra. Ma con un po' di pazienza...

Friday, November 21, 2008

... a tavola ...

Come si dice? Meglio regalargli un cappotto che invitarlo a cena?
Questo detto lo deve aver inventato un viaggiatore europeo in visita nell'Impero di Mezzo qualche secolo fa...
Se, infatti, pensavate di invitare un po' di amici cinesi a cena, scordatevi una bella spaghettata davanti il televisore.
Già sul numero delle portate non potete fare i furbi! Sulle vere regole del galateo cinese c'è un po' di discussione: per alcuni bisognerebbe servire 8 piatti freddi e 10 caldi (18 portate 18!!!!), per altri il numero delle portate deve essere di un'unità superiore a quello dei commensali. In poche parole, se a tavola siete 10, servono 11 portate. Se siete 12, 13 porate e così via... Se siete 20, vi consiglio di andare in cucina, altrimenti non ce la farete mai!
In quest'ultimo caso l'alternativa è allestire tanti tavoli in modo da raggruppare gli ospiti in gruppi più ristretti, così da poter ridurre le portate! Ma, a questo punto, a meno che non abbiate uno zio ristoratore (che in Cina non è poi così difficile), avrete il problema di dove prendere i tavoli! Fate un po' voi...
Per quanto riguarda le pietanze, poi, la cucina cinese è veramente molto molto varia e potete trovare di tutto: dipende dal vostro cuoco e, soprattutto, di dove è originario.
Quelli, infatti, a cui siamo abituati noi in Italia sono solo pochissimi piatti di una cucina che è caratterizzata dalle sue numerevolissime varietà regionali, tanto che si parla di almeno 10 grandi Scuole, che differiscono fra loro per piatti tipici e modi di cucinare. Così avrete le scuole di: Hunan, Fujian, Anhui, Zhejiang, Shandong, Sichuan, Jiansu, Guandong, Shanghai e Pechino. Vi lascio indovinare di dove siano l'Anatra alla Pechinese o il riso alla Cantonese.
In realtà, anche parlando di scuole, si ragiona per approssimazione perché poi esistono tanti piatti tipici in ogni città. Certo, ci sono delle caratteristiche che in qualche modo accomunano le pietanze di uguale provenienza: abbastanza leggera è la cucina del Guandong, un po' più abbondante di grassi quella del Nord, particolarmente speziati e piccanti sono i piatti di Sichuan e Hunan.
A questo proposito, fate attenzione se prendete l'aero per Chengdu. Un amico mi ha raccontato che sulla rotta Shanghai-Chengdu (capitale del Sichuan), l'hostess, dopo aver distribuito i normali vassoi con le pietanze, passa con una bella cesta di peperoncino per la contentezza degli autoctoni. Insomma, l'aereo potrebbe andare a fuoco....
Ma adesso vi devo lasciare. L'acqua in pentola bolle: oggi spaghetti con le vongole!!!!

Sunday, November 2, 2008

Urumqi Lu... baozi, jiaozi, mele-pera e pompelmi giganti

Stamattina, ho fatto un giretto per Urumqi Lu (è la trascrizione in pinyin del nome di una città che si trova nella zona nord-occidentale della Cina e pare essere la piu' lontana città da qualsiasi mare del mondo!)
Innanzitutto, rimanete sempre colpiti dal fatto che, mentre ci sono grattacieli super moderni di 40 piani, vedete delle impalcature (quelle che da noi chiamamo Dalmine, per intendersi) in bambu. E’ vero che sono bambu giganti e che li usano per i palazzi di pochi piani ma sempre bambu sono!!!!
Ad ogni modo, l’atmosfera di Urumqi Lu è veramente affascinante. Ci sono un sacco di negozi interessanti.
Innanzitutto, i negozi di frutta e verdure, dove qualche tempo fa ho comprato una bella busta di fave (non ho saputo resistere, pensando al pecorino che ero riuscito a far passre alla dogana!) ed un tipo di frutta che assomiglia ad un caki ma che è sul viola. C’è anche una specie di ananas tutto appuntito oltre ai lichis e a delle nespole (?) giganti. E poi in questo periodo trovate dei pompelmi dalle dimensioni simili ad un meloncino e delle meline piccole piccole!
Ma non è tutto oro quello che luccica: l'altro giorno vado a prendere una mela in frigo e al primo morso il sapore non è quello che vi aspettereste. Si trattava infatti di una mela-pera!!! Una mela con il sapore di pera!
Poi ci sono le pescherie. Qui mi sono avvicinato ed ho sentito uno strano cra-cra. Così ho scorto delle belle vaschette piena di ranocchie, ovviamente vive e vegete. E più in basso un vascone con dei rosponi giganti. Se state cercando il vostro principe Azzurro, non avete che l’imbarazzo della scelta!
Ci sono anche negozi di frutta secca: pistacchi, noccioline, e tanti altri tipi che non ho mai visto. E una specie di pasticceria con una signora che fa delle crépes che sembrano buone: unico inconveniente è che dentro ci mette una specie di “Nutella” che ha l’aria di essere super dolce.
E se avete fame e volete fare uno spuntino pomeridiano: jiaozi e baozi ripieni di carne e verdure. Squisiti e sostanziosi!
Beh, ora non posso descrivervi tutti i negozi che ci sono, anche perché alcune cose sono vermaente da vedere e non saprei trovare le parole. Chi dovesse passare da queste parti...

Friday, October 10, 2008

Grilli, vermi, bacarozzi...

L'altro giorno ho chiesto ad un amico se voleva accompagnarmi al Mercato dei Grilli. Così, verso le 10.30, è passato a prendermi a casa. Dopo esserci salutati, ci siamo resi conto che nessuno dei due sapeva dove dovessimo andare.
Senza saper né leggere né scrivere, ci siamo diretti verso Piazza del Popolo perché a cena, la sera prima, una ragazza che vive a Shanghai da 4 anni ci aveva detto che il Mercato si trova a sud di Piazza del Popolo.
Capite bene che queste indicazioni potrebbero andare bene a Vernio o a Bracciano ma a Shanghai è un po’ come cercare un ago in pagliaio o, detto in altri termini, svuotare il mare con un bicchiere. Se poi considerate che eravamo senza mappa e che a Piazza del Popolo ci sono 20 uscite della metro, forse è un po’ come svuotare il mare senza neanche il bicchiere.

Così abbiamo chiamato la nostra amica, che ci ha inviato un sms con l’indirizzo: in teoria il Mercato sarebbe dovuto essere in Tibet Lu. Non so se è il periodo particolare o se in cinese la parola Tibet è completamente diversa da come la pronunciamo noi, ma nessuna persona a cui lo abbiamo chiesto nemmeno capiva cosa stessimo dicendo o faceva finta di non capire appena sentivano la parola incriminata.

Alla fine, però, siamo riusciti a raggiungere la nostra meta!
Il Mercato dei Grilli è un posto incredibile: ci sono animali di tutti i tipi. Centinaia di specie di uccelli diversi fra loro, fra cui simpatici pappagalli ai quali il mio compagno di avventure ha cercato di parlare in romanesco; migliaia di girini in strane scatole piena d’acqua, alcune tartarughe con una corazza puntuta, migliaia di vermetti, bacarozzi di diverse taglie, pesci di tutti i colori e, dulcis in fundo, tanti piccoli grilli in scatolette trasparenti o piccole gabbiette di paglia. E poi, decine di persone accovacciate per terra che mostrano la propria mercanzia e contrattano con i clienti incuriositi!
Il tutto fra bonsai e piante colorate da foresta tropicale!

Chissà cosa se ne fa una persona di un grillo? Ma, d’altronde, anche vermi e bacarozzi…

Thursday, October 2, 2008

Taxiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!

Qualche tempo fa, vi ho parlato del taxi rosso. Non vi ho ancora detto, però, che andare in taxi a Shanghai è un’esperienza piuttosto irripetibile.

Innanzitutto, una nota tecnica: tutti i taxi sono dello stesso tipo, anche se dai colori diversi. Circa 50.000 Santana della Wolkswagen. Adesso, capirete perché la Wolkswagn è un pezzo avanti rispetto alla Fiat (che qui, per inciso, ha smesso di vendere auto qualche tempo fa)!

Ma, a parte questo, è il modo di guidare dei tassisti che è abbastanza interessante. Innanzitutto, il clacson è il loro primo amore. Suonano anche se la strada è libera e, soprattutto, se sta attraversando un pedone. Se poi questo è sulle strisce ed ha il semaforo verde dalla sua parte, c’è ancora più gusto. Non vi pare?

Molti, poi, sognavano di fare il pilota di Formula Uno. Da questo punto di vista non c’è che dire: non hanno come strategia quella di far correre il tassametro, visto che sfrecciano come se stessero su una pista. Forse è il traffico che li porta a scatenarsi quando la strada è libera! Certo, se si ritrovano con qualcuno davanti che non spinge molto sul pedale, non ci pensano due volte: il sorpasso a destra con strombazzata e strada tagliata è assicurato.

Voi, una volta saliti (rigorosamente con l’indirizzo della meta da raggiungere in ideogrammi), non fate caso alle altre macchine che vi tagliano la strada, agli autobus che vi piombano addosso, alle biciclette che sbucano all’improvviso: in qualche modo ve la caverete.

Piuttosto, prima di partire, cercate di verificare l’indirizzo che darete al vostro tassista (anche se mi rendo conto che leggere gli ideogrammi non è proprio la cosa più facile da fare). La settimana scorsa, io ho dato al tassista il bigliettino di un negozio dove volevamo tornare, andando piuttosto a colpo sicuro. Pare, però, che il negozio non avesse un’unica sede, visto che siamo arrivati quasi a Nanchino prima che la corsa volgesse al termine. Va beh, abbiamo visto un altro posto...

Tuesday, September 16, 2008

Dal barbiere dopo l'IKEA

Il montatore Ikea che è venuto l’altro ieri è stato commuovente. Ha montato un intero armadio senza quasi guardare le istruzioni. Credo che potrebbe tranquillamente fare il capo della banda dei quattro. Ed in Cina un’affermazione del genere ha un significato non da poco!
L’unico problema è che mancavano tre viti per le scaffalature del vino che ho fatto mettere nel ripostiglio e così sono dovuto tornare all’Ikea. Da casa mia ci si arriva con la metro in circa 25 minuti e pensare che a Roma, con i mezzi pubblici, mi ci vorrebbe più di un’ora! Io consiglierei a Rutelli (ops, Alemanno) di fare un giretto da queste parti.

L'Ikea, qui, è un po' come la Barilla. Quando ci vai ti senti a casa, soprattutto se avete una famiglia molto numerosa visto che c'è una concentrazione spaventosa di gente e non è inusuale trovare diversi cinesi che si fanno una bella dormata sul divano letto che volete comprarvi.

Dopo l’Ikea avevo in mente di raggiungere un’altra zona della città con la metro ma, prima di arrivare alla stazione, sono finito in un immenso mercato. Ero sicuro di trovare il mollettone per il tavolo. Il mollettone si mette sotto le tovaglie per evitare che i tavoli si rovinino e per rendere più morbida la superficie! Le mie conoscenze di cinese, però, ancora non mi permettono di esprimermi come vorrei e così alla fine ho dovuto rinunciare, anche se ho rimediato un bel paio di ciabatte per andare in piscina a 30 RMB. Ma la cosa più “interessante” è che, tornando via, mi sono fermato ad una specie di chiosco dove c’era una signora che arrostiva degli spiedini di polpo (?) e non so che altro. Mentre stavo guardando, un altro venditore ambulante mi ha intortato costringendomi ad ordinare uno di questi spiedini. La signora, dopo averlo finito di arrostire, indossando un guanto di lana unto e bisunto per non scottarsi, li ha spennellati con una specie di salsa non meglio identificata e cosparsi di paprica ed altre spezie. Effetto finale: avete presente le salsiccie calabresi? Qualcosa del genere!

Tornando a casa, ho deciso di fare tappa dal barbiere! Un autentico barbiere cinese per cinesi: credo che così sia l’unico modo per vivere veramente la città. Certo, non ho potuto dargli molte indicazioni sul taglio che volevo ma, come sapete, non è che io abbia una folta chioma e poi io al barbiere non so mai cosa dire... Comunque, la ragazza del negozio mi ha fatto uno shampo a secco massaggiandomi per 10 minuti prima di utilizzare l’acqua ed il barbiere mi ha fatto proprio un bel taglio in men che non si dica. Tutto anche qui per 30 RMB. Non c’è che dire, molto economico. Soprattutto se pensate che se andate da un pacchiere per occidentali (stile Gabrio Staff per chi lo conosce) ne spendete ben più di 300...

Sunday, September 7, 2008

Una partita a mahjong in pigiama sotto casa

Chi si è sempre lamentato di dover aspettare moglie o findanzata per un bel po’ mentre è intenta a scegliere l’abito da indossare per la serata o chi non sopporta di doversi rivestire di tutto punto solo per andare a bere una birra con gli amici dopo essersi fatto una doccia al termine di una faticosa giornata di lavoro, dovrebbe trasferirsi a Shanghai.

L’altra sera, camminavo con due cari amici in un bel parco cittadino (vi domanderete, tra l’altro, come mai non ci abbiano ancora costruito un simpatico grattacielo) quando ci siamo imbattuti in diversi shanghainesi in pigiama. Esattamente, avete capito bene: signore e signori di diverse età che facevano la loro passeggiata serale in pigiama.

Le spiegazioni sono diverse: per alcuni è un’eredità culturale di qualche decennio fa, quando piu’ famiglie si sono trovate a dover condividere case ed appartamenti, venendosi a creare una dimensione collettiva che ha eliminato la necessità di cambiarsi d’abito per incontrarsi fuori casa (quasi che non vi fosse piu’ una distinzione fra spazio pubblico e privato). Per altri, invece, la spiegazione è che, non molto tempo fa, avere il pigiama era simbolo di un certo benessere economico perché la maggior parte dei cinesi non poteva permetterselo. In ogni caso, è molto frequente uscire dall’ufficio di sera e trovarsi di fronte ad una signora che fa la spesa in pigiama o ad un signore che porta a spasso il cane sempre in pigiama. Un po’ buffo, ma sicuramente molto pratico!

A dire la verità, è questo uno degli aspetti tipici ed anche “umani” di una città che ha vissuto e sta vivendo un sviluppo tumultuoso che l’ha portata, in pochi anni, a diventare uno dei centri finanziari piu’ importanti del mondo, con una concentrazione di grattacieli pari, se non superiore, a quella delle metropoli statunitensi. In effetti, puo’ benissimo capitare che nella stessa piazza, da un lato, vi troviate al cospetto di maestosi ed leganti grattacieli e, dall’altro, vi siano case a due piani, un po’ fatiscenti, davanti alle cui porte vi sono comari che scambiano due chiacchiere o un gruppetto di uomini che gioca a carte o a mahjong, attorniati dagli amici che fanno il tifo per l’uno o per l’altro. Insomma, la dimensione del villaggio continua a vivere in quella della metropoli. Interessante e, poi, forse, non è così strano se si pensa che fino ad una quindicina di anni fa i grattacieli non c’erano, piu’ o meno tutti si spostavano in bicicletta e Pudong (dove ora ci sono due fra gli edifici piu’ alti al mondo) era una solo grande palude con qualche risaia....

Tuesday, August 19, 2008

L’08/08/08 alle 8 e 08.

Le Olimpiadi stanno ormai volgendo al termine con la Cina che sta facendo il suo aspettato (ma non così prevedibile, almeno di queste dimensioni) pienone!
Poi, a queste latitudini, sembra che gli atleti del Paese di Mezzo vincano ancora di piu’ di quello che in realtà riescono a fare. Potere mediatico, direbbe qualcuno! La tv manda e rimanda in onda solo le gare dove gli atleti cinesi vanno fortino. E’ vero che sono tante ma vi posso assicurare che vedersi le prestazioni di tutti gli alzatori di peso (uomini e donne) di tutte le categorie...
Vi può benissimo capitare di guardare una gara di nuoto con l’inquadratura fissa su una cuffia rossa. Pensaerete che la nuotatrice che la indossa stia stravincendo per poi accorgervi, ad un secondo dalla fine, che ce ne erano almeno altre tre prima di lei. In un certo senso è la teoria della relatività.
Ieri, ad esempio, dopo la partita di pallavolo Italia-Cina, la regia ha mandato in onda un filmato con le azioni piu’ belle dell’incontro: praticamente una quindicina di punti per la Cina. Peccato che fosse stata l’Italia a vincere!!!!
Sull’inaugurazione, devo dire che si sono impegnati parecchio, anche se io non me la sono goduta moltissimo in quanto l’ho vista in un pub all’aperto (circa il 100% di umidità) e con un muro di teste fra me e lo schermo.
A dirla tutta, diversi cinesi sono rimasti un po’ delusi per la mancanza di spettacolarità! Ad esempio, una signora con la quale sono stato a pranzo un paio di giorni dopo mi ha candidamente confessato che, secondo lei, sarebbe stato piu’ bello se al posto del tedoforo volante ci fosse stato un panda!!!!! Ma si può??? E pare che diversi siti si siano scatenati con proposte e suggerimenti del genere!
A proposito di inaugurazione, immagino che anche in Italia la tv vi abbia riempito la testa di spiegazioni sulla scelta della data e dell’ora: 8 e 08 dell’8/8/2008. Come avrete capito, da queste parti sono piuttosto superstiziosi. L’OTTO è un numero che per i cinesi porta molta fortuna. Il motivo è presto detto (anche se le diverse spiegazioni abbondano...): il suono di 8 in cinese (piu’ o meno pa) assomiglia molto a tesoro (pai).
Al contrario, mai chiedere il primo appuntamento per le ore 4 del 4 aprile. La combinazione 4/4/4 è la cosa peggiore che ci possa essere, tanto è vero che in ogni palazzo che si rispetti in ascensore non troverete mai il pulsante con il numero 4 (dove abito io mancano: 4,14 24...). Anche in questo caso, l’origine dovrebbe essere fonetica essendo la pronuncia di 4 molto simile a quella di morte! L’estensione telefonica 144, ad esempio, è assolutamente da evitare (se vi capita in ufficio, il consiglio è cambiare scrivania), in quanto questo numero si pronuncia piu’ o meno come “devi crepare”. L’unica cosa positiva di essere nato il 4 aprile è che è festa nazionale: “la pulitura delle tombe” (in pratica, qualcosa come i nostri morti). Se non andate troppo per il sottile...

Friday, August 8, 2008

Hujiahui

Se Dante dovesse scrivere oggi la Divina Commedia, non potrebbe non ambientare uno dei suoi canti dell'Inferno a Hujiahui.

Ieri ho preso la linea 1 della metro (quella rossa), vicino casa mia, e sono sceso alla fermata di Hujiahui. Quando riemergete sulla terra vi trovate nel bel mezzo di una piazza sulla quale si affacciano due stupende torri gemelle (forse questo non è il nome migliore da dare loro...) e, soprattutto, non so quanti enormi centri commerciali dell'Hi-tech. Palazzoni a 5 o 6 piani in ognuno dei quali ci sono centinaia di stand dove potete trovare tutto: macchine fotogafiche, computer, lap-top, cellulari, videocamere, cuffie, impianti sterio, cd... Ed, in ognuno di questi stand, almeno tre o quattro commessi: can I help you, Sir? Hallo... Avete presente qualche scena di Nirvana di Salvatores? La realtà, a confronto, supera di molto la fantasia dello sceneggiaotre!!! E poi, una volta entrato, era così grande che non sapevo piu' come fare ad uscire!!!

L'offerta è talmente vasta che vengono stravolte le leggi del mercato. Almeno che non abbiate una memoria strabiliante, è impossibile fare confronti, senza contare che, dopo un' ora che girate fra scale mobili che si intrecciano, ascensori sospesi nel vuoto e migliaia di cinesi che contrattano e che cercano di vendervi qualcosa, vi è già venuto un gran mal di testa. Per farla breve, io cercavo un paio di casse per il computer ed ho dovuto rinunciare.

Le ho comprate alla fermata della metro, dove c'erano una ventina di stand (praticamente un nostro normale centro commerciale) e dove ho cercato di chiedere alla commessa (carina ma assolutamente lontana dalla lingua di Shakespeare) dove potessi torvare una libreria! Book... book, mentre mimavo un lettore che scorre il suo libro o, forse meglio, una specie di prete che legge il suo breviario. Tutto quello che sono riscito ad ottenere è la Fi-Piao e, cioè, una specie di fattura!!! Mi sa che anche come mimo, oltre che come disegnatore di mobili, non sono proprio il massimo che c'è in circolazione. Eppure ero convinto di sì: posso vantare delle interpretazioni memorabili al gioco dei mimi!!!!!

Sunday, August 3, 2008

Michelle

Nel pomeriggio siamo andati alla ricerca di mobili con alcuni amici ed un giovane e simpatico professore di economia di Forlì che è qui per fare un corso in una delle Università di Shanghai. Dopo aver fatto una puntanta a Taikang Lu, ci siamo diretti verso la periferia di Pudong, percorrendo una delle enormi "autorstrade" che attravarsano la città e si gettano nella campagna. Siamo così giunti in una fabbrica dove producono, in particolare, mobili da esterni: tavoli, panche, amache...

Ma non perdetevi d'animo!!! Se avete bisogno di un bel letto o di un armadio a 6 ante: portate con voi un bel disegno con le misure o scegliete un modello fra le migliaia di foto che Michelle, la proprietaria cinese della fabbrica, vi farà vedere. In una decina di giorni un bell'armadio, proprio come lo avete scelto voi, sarà a casa vostra! E, per voi che siete lontani, Michelle ha anche un sito internet e riceve ordini per mail. L'unico problema è che via mail sarà un po' difficile contrattare il prezzo.

Prese informazioni per un bel letto da oppio da portare a Bologna (non dimentiachiamoci che Shanghai, fino a quando i comunisti non hanno deciso di mettere un po' di ordine, era in Asia il regno di ristoranti, bordelli, fumerie...), Michelle ci ha fatti accompagnare ad una fabbrica di divani di un suo amico. Durante il cammino, dopo aver macinato diversi chilometri, ci siamo preoccupati di dover riportare indietro il nostro Virgilio cinese. E, invece, quest'ultimo, una volta arrivati, è scomparso nel nulla: discreto ed efficiente, non c'è che dire! Mi sa che sarà ancora lì sulla via del ritorno!!

Il proprietario della fabbrica di divani, dopo averci mostrato una specie di esposizione, ci ha chiesto (rigorosamente in cinese) di accomodarci al tavolo del suo ufficio. Ci ha dato un foglio e una penna è ci ha proposto di fargli un bel diegno. Che bello!!! Stilista per 10 minuti: il mio momento di gloria. Il tipo, però, si deve essere accorto presto che non sono Giugiaro e così si è ripreso la penna ed ha iniziato a disegnare lui.

Precisoooo... ma preciso veramente: 14 centimetri qui, 27 lì. Voleva sapere da me quanto alto doveva essere il cuscino, 12 o 13 centimetri?? Ma che ne so io. Ed alla fine, dopo averci fatto scegliere il tessuto, ha tirato fuori la sua calcolatirce ed ha fatto il prezzo. Consegna? Five... ten... anzi quando volete voi....

Ieri sera, infine, a cena con due pratesi che lavorano a Shanghai. Sembrava di stare alla Vecchia Shanghai di via Pistoiese a Prato! Casa dolce casa...

Wednesday, July 30, 2008

Pudong

"La signora Lii Bo è uscita come tutte le mattine per andare a lavoro. Uscita di casa ha preso la metro direzione Pudong e, giunta a destinazione, si è diretta verso l'uscita ed ha inserito la propria scheda magnetica nella fessura del tornello. L'utente davanti a lei, però, non aveva fatto lo stesso e così il tornello non si era precedentemente sbloccato. La signora Lii Bo ha cercato di spiegare il meccanismo all'utente che la precedeva ma questi è tornato indietro facendo sì che il tornello, sbloccato dalla signora Lii Bo, facesse un giro a vuoto, non permettendole più di uscire.

L'utente incriminato si è dileguato, fra le grida dei passanti, attraverso un altro tornello! Pare fosse un giovane occidentale, da quanto ha raccontato ai microfoni delle tv la signora Lii Bo, che è stata costretta a vagare per la metro di Shanghai per ore e ore sino all'intervento della polizia!
Sono immediatamente state avviate le ricerche del giovane occidentale ma il portavoce del distretto di Shanghai ha dichiarato che le speranze di trovare il giovane sono relativamente ridotte. Sembra, allo stato attuale delle richerche, che sia un diplomatico di un Paese dell'UE ed il governo di Pechino non vorrebbe aprire un contezioso con l’UE alla vigilia dell’innaugurazione dei Giochi Olimpici.

Non mancheremo di aggiornarvi sugli sviluppi di questa raccapricciante vicenda. Questo è tutto dal vostro inviato J.M., BBC News Shanghai. "

Salite di corsa le scale della metro, abbastanza fiducioso che fra 18 milioni di cinesi nessuno mi avrebbe rintracciato, tanto meno la signora Lii Bo, mi sono ritrovato a Pudong! Pudong è la nuova zona al di là del fiume che divide in due Shanghai. Se alzate lo sguardo non trovate la fine dei grattacieli! In particolare, hanno appena finito di costruire un nuovo grattacielo che dicono sia il piu' alto del mondo o, comunque, fra i piu' alti.

Ed è qui che mi sono reso conto che i Malesiani sono peggio dei Piri. Voi tutti sapete chi sono i Piri, no? C'è anche la canzone, quella che fa: Piro Pi Piro, un giorno dalla Breda se ne andò... Per farla breve, pensavo che i Piri fossero i piu' peggio della Toscana e della terra intera e, invece, sentite di cosa sono capaci i Malesiani!!! Saputo che qui a Shanghai avevano progettato il grattacielo piu' alto del mondo non hanno detto niente ma, quando la costruzione era arrivata già a buon punto, i Malesiani hanno fatto il bell'annuncio: iniziamo a costruire un grattacielo piu' alto!! Ma vi sembra onesto? Meno male che qui a Shanghai si sono fermati e hanno riprogettato tutto in modo da poter aggiungere un bel po' di piani: il grattacielo piu' alto del mondo sarà qui!!!! Almeno fino a quando i Malesiani, sicuramente istigati dai Piri, non inizieranno a costruirne uno nuovo ancora piu' alto.

Ma tanto qui c'è posto. Ieri pomeriggio ci siamo persi in un enorme cantiere di Pudong, esteso quanto tutto il quartiere Flaminio e pieno di gru!!! Ai voglia a grattacieli!

A Pudong, potete fare un bella passeggiata lungo il fiume PU, fra giardini, bar, risotranti: ci sono anche un paio di distributori di Mac Donald (o Mac Donald in miniatura, se preferite). Dall'altra parte del fiume, si puo' ammirare il Bund, con le sue costruzioni anni '20 e '30 (un po' stile Chicago di Al Capone): la Old China Bank, il vecchio Consolato Britannico. Bello, anzi bellissimo!

Prima di riprendere la metro, una puntantina al Sex Musuem. In realtà un paio di stanze con quattro statuine! Però, c'è una riproduzione di due tartarughe che fanno sesso: ve le eravate mai immaginate??? Solo queste valgono la pena del biglietto!

P.S. Chiedo perdono e saluto con particolare affetto Piri e Malesiani, che mi stanno molto molto simpatici. I primi per conoscenza diretta, i secondi: perché no?

Wednesday, July 23, 2008

Taikang Lu

Nel pomeriggio direzione Taikang Lu (Lu in cinese vuol dire Road).
Fra Taikang Lu e Jiangouzhong Lu si dipanano una miriade di vicoletti in cui è facile perdersi fra bar all'ultima moda, gallerie d'arte dove si possono trovare quadri degli artisti cinesi più quotati, studi fotografici. In un negozio c'è la riproduzione di un guerriero cinese molto molto simpatico. Corpo gigantesco e faccina in miniatura (anche se abbastanza cattiva, a dir la verità). Chissà se ci starebbe bene in salotto?

Certo, se volete comprare un quadro, non lasciate il libretto degli assegni a casa: si parte da 30.000 RMB (circa 3.000 euro). Ma come si dice? L'arte non ha prezzo!!!
Le castagne si però!!!! Con 20 RMB vi danno un bel sacchetto di caldarroste. La buccia è un po' appiccicosa ma il sapore è proprio come quelle che trovate per le strade di Roma e di tutta Italia in autunno! 10 e lode!

Adesso scappo altrimenti faccio tardi a cena....

Sunday, July 20, 2008

Pino Daniele

Ora vi spiego perché la Cina sta invadendo il mondo.
Stamani siamo andati in un immenso negozio di mobili. Un palazzo di cinque piani, dove si concentrano decine e decine di espositori (cinesi e stranieri, fra i quali Poltrona Frau e Natuzzi). Se qualcuno di voi è stato alla fiera del mobile a Roma, è una cosa del genere ma permanente! E ce ne sono tanti altre in giro per la città!
Ci piacciono due poltrone e chiediamo in quanto tempo possono consegnarcele, aspettandoci i canonici 60 giorni lavorativi italiani. Indovinate la risposta? 2 settimane!!! Certo la manodopera qui non è un problema ma comunque sono veramente eccezionali. Moltiplicate il tutto per milioni e milioni di ordini da ogni parte del mondo ed ecco che vi trovate un Pil che cresce a due cifre!

A pranzo mangiamo al piano terra di questo palazzone. Seafood rice e zuppa di funghi. Credo sia tutto un po' occidentalizzato: il locale ha velleità italiane con Pino Daniele di sottofondo e cameriere (praticamente sono più dei tavoli) con il grembiule tricolore! Il Cd di Pino Daniele è veramente da intenditori: uno dei primi, bellissimo! Comunque ottimo tutto, anche il caffè, che mi sta veramente sorprendendo. Per ora l'ho bevuto in diversi bar ed era sempre buono! Ecco un altro motivo per cui i cinesi vanno così forte: copiano tutto meglio dell'originale!
L'unico problema è che da bere abbiamo ordinato due succhi d'arancia praticamente congelati, con la panna sopra (una specie di grattachecca, mi ha fatto notare un’amica disincantata). Fortunatamente con la cannuccia si poteva bere prima l'aranciata; così abbiamo potuto usare la panna per dessert.

Thursday, July 17, 2008

Vely cheap

Credo che sarà necessario imparare un po' di cinese. Non tanto per sopravvivere (si può fare tutto senza parlare o, al limite, parlando a gesti) quanto per comunicare. Ieri per trovare la Nutella in un supermercato ci ho messo mezz'ora! Se avessi saputo il nome in cinese!
Oggi, invece, mi sono sentito orgoglioso di me stesso. Ho spiegato la strada ad un tassista: l'unico, fra quelli che ho trovato sino ad ora, che parlasse inglese. I poveretti girano con la cartina della città. Credo sia difficile anche per loro orientarsi.

Chi non è venuto a Shanghai non può immaginare cosa sia lo shopping! C’è praticamente tutto. Milioni di negozi: da Prada, Gucci, Ferragamo alla bancarella che vende il succo di canna di bambu! Sembra di camminare e di stare in un video gioco!

Ieri, poi, ho fatto un giretto nel tempio del falso: tutto vely vely cheap! Un po' inquietante a dir la verità. Si contratta tutto sino alla disperazione...

Qui tutto cambia con grande rapidità. Spesso, i posti indicati dalla guida (aggiornata a più o meno un anno fa) non ci sono più. Oggi cercavo un mercato, ho trovato una spianata piena di gru: probabilmente erigeranno l'ennesimo grattacielo, sperando che tutto non sprofondi in un inferno sotterraneo! Sono stato però assalito da decine di cinesi: watches, shues, bags, Prada, Gucci, vely cheap, good plice! Ti portano nei retrobottega dei grattacieli, l'altra medaglia della Shanghai ufficiale. Dopo aver intravisto una scala che saliva non so dove, non ho voluto proseguire. Non so dirvi cosa ci fosse ma non era il mercato dove ci si può anche divertire...

E poi, sono entrato in un paio di negozi dove confezionano vestiti fatti a mano: stoffa di Zegna, prezzo semi-europeo. Però il sarto mi ha giurato che mi trovavo nella migliore sartoria dell'Asia. D'altronde, parlava un inglese veramente buono. Credo che un giorno me ne farò fare uno: se qualcuno di voi ne capisce di stoffe...

Onestamente non ci si sente in un altro mondo: la vita è molto occidentale. In dodici anni hanno costruito 9 linee della metropolitana. Suggerirei al sindaco di Roma di fare un giretto da queste parti... E' una sensazione strana. Comunque ci si sente sicuri, anche quando sei agganciato da venditori che cercano di portarti in qualche retrobottega del falso, non ti senti in pericolo.


Bye bye...

Sunday, July 13, 2008

Shanghai, prima volta!

Ma torniamo un po' indietro...

Carissimi,
vi scrivo da Shanghai, dove sono arrivato ieri per la prima volta.

Scusate se farò qualche errore di ortografia. Non ho velleità alla "Saramago". Semplicemente su questa tastiera non riesco a trovare accenti e punteggiatura. Ma sto imparando velocemente.

Che dire? Il viaggio è andato benone anche se ho rischiato di perdere la coincidenza ad Amsterdam. Ed invece sono riusciti anche ad imbarcarmi le valigie sul secondo volo. L'aeroporto di Shanghai e' modernissimo ed enorme. Ciò nonostante le valigie sono arrivate in 5 minuti, anzi prima che io raggiungessi il tapis-roulant.
Unico inconveniente è che all’uscita mi hanno sequestrato il parmigiano che avevo portato con me. Speriamo non si siano segnati il nome e che non mi abbiano messo sulla lista nera degli importatori di parmigiano!!!

La città e' gigantesca. Di notte Shanghai sembra la metropoli di Blade Runner. Ieri notte abbiamo attraversato quartieri con grattacieli altissimi illuminati a giorno e percorso autostrade che dividono in due la città dove corrono macchine impazzite. Gli autoctoni guidano alla napoletana (anche io lo sono...). Certo, quest'ultimo aspetto mi fa sentire un po' a casa ma attraversare la strada senza rischiare la pelle non e' cosa semplice.

Shanghai è piena di contraddizioni. Si vede che girano un sacco di soldi: l'Audi più piccola che ho visto è l'A6 e ce ne sono come da noi le 500 negli anni ’70 (o almeno immagino, visto che io non ero nato!). Poi si possono vedere case fatiscenti accanto a grattacieli luccicanti. L'inquinamento acustico mi sta impressionando: l'appartamento dove viviamo e' al 21 piano e sembra di stare in mezzo ad una tangenziale!

Stamattina ho fatto un giretto attorno casa. Il quartiere e' molto carino con numerosi localini. I prezzi nei locali di tendenza sono quelli romani se non più alti! Si possono trovare gallerie d'arte e negozi di oggettistica incantevoli. Al contrario, nei supermercati ci sono prodotti che ti chiedi se sarà il caso di comprare per quanto costano poco!

Per le strade si sentono odori improbabili. In una specie di take-away da cui proveniva un odore disgustoso ho visto alcuni clienti che tiravano su la zuppa da un pentolone inquietante! E si sprecano le anatre laccate. Insomma, in una città con 20 milioni di abitanti ce n'è veramente per tutti!

Oggi pomeriggio vado a fare un altro giretto. Giro a piedi, così cerco di ritenere un po' di strade. Tutti sono molto gentili e spesso si offrono di aiutarti. Solo che, dopo la prima frase in inglese, iniziano a parlare cinese e, vedendomi interdetto, si fanno una risata e dicono: solly, solly!!!!

Un salutone...

Thursday, July 10, 2008

A Mogashan Lu in taxi rosso...

Se passate da Shanghai, non potete farvi scappare Moganshan Lu.
Al numero 50, per l’esattezza, c’è un vecchio complesso industriale completamente recuperato, anche se dall’aspetto stranamente decadente (qui in Cina se restaurano qualsiasi cosa, preferiscono rifarla nuova!), dove sono sistemate una serie di gallerie d’arte contemporanea.

Per arrivarci abbiamo preso un taxi rosso. Il colore potrebbe sembrare un dettaglio, ma non è così! Mi avevano avvertito di diffidare dei taxi rossi ed, infatti, la corsa è costata più di 70 RMB, quando al ritorno, per lo stesso tragitto, ne abbiamo pagati 19. E’ vero che il tassista sembrava molto simpatico e che ha fatto una lunga dissertazione (in cinese) sugli europei di calcio ma un po’ esoso lo è risultato lo stesso e, pare, si sia andato subito a farsi due risate con gli amici al dopolavoro dei tassisti.

Le gallerie affacciano su una piazzetta con due Caffè dove si può prendere qualcosa da bere seduti ad un tavolino e dove c’è anche una libreria specializzata abbastanza fornita (confesso che una lacrima di nostalgia mi è scappata quando ho scorto il catalogo di una mostra vista alle Scuderie del Quirinale qualche mese fa).
Delle varie esposizioni che dire? Qualcosa di interessante in effetti lo potete trovare ma il resto è tutto molto molto discutibile. E non lo dico solo io, visto che con me c’era anche un mio amico artista romano.


In generale, mi sembra che questi artisti cinesi contemporanei si copino abbastanza fra di loro e riprendano diversi temi dell’arte occidentale di qualche anno fa. Forse, è anche l’esigenza di soddisfare una domanda di arte e di beni di lusso in forte crescita.

Certo, se qualcuno di voi avesse una vena artistica un po’ inespressa, è sempre in tempo a fare un giro da queste parti, magari diventa famoso.
Però sbrigatevi! Pare che gli affitti delle gallerie stiano aumentando a vista d’occhio e che, fra non molto tempo, quelle che ci sono saranno costrette a chiudere per far posto a ben più blasonate gallerie internazionali e, per voi giovani promesse dell’arte, sarà tutto più difficile.

Bye, bye...